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Daniele Assereto
Daniele
Assereto


 
Agosto 2003

21 agosto 2003
ESTATE 2003 - GIORNO 14 + 1

Siamo saliti sulla Bastiglia di Grenoble con la funicolare, e ci siamo guardati un po' di città dall'alto. C'era anche un tunnel che finiva sotto il forte, e ovviamente ce lo siamo visitato per benino. Abbiamo quindi fatto un giro ultra-rapido per la città, e poi ci siamo infilati in un parco per mangiare. Verso l'una siamo partiti per tornare in Italia, passando dal Passo del Moncenisio, e finendo a Torino per passare ad Ivrea dai parenti di Mauro.
Siamo rientrati in Italia che saranno state le 17 circa, e siamo arrivati a Ivrea verso le 18. Siamo stati un po' lì, e poi ci siamo finalmente diretti verso casa. La vera casa. Di ognuno di noi. In un autogrill ci siamo fermati per salutarci con Mauro e la Francesina, e poi via in direzione Rapallo, dove siamo arrivati alle 20.50, dopo 14 giorni di assenza, 111 stati attraversati e quasi 7000 km percorsi. Non male!

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20 agosto 2003
ESTATE 2003 - GIORNO 14

Siamo andati prima a fare la spesa in un centro commerciale, e poi siamo andati ad iniziare i giri per Lyon. Siamo andati nella parte vecchia della città e, con una funicolare, abbiamo raggiunto una chiesa su di una collina da cui si vedeva un panorama splendido. Siamo quindi ridiscesi e dopo un rapido giretto nella parte vecchia, siamo andati a mangiare in un parco poco lontano. Lì, dopo aver consumato il pasto, ci siamo fatti un giro sui pedalò noleggiabili sul lago interno al parco. È penso inutile dire che siamo finiti a fare la guerra con l'acqua tra le due coppie presenti in navigazione sulle acque, e cioè Mauro e la Francesina contro me e Mirko.
Dopo la parentesi nautica siamo tornati nella città vecchia e poi abbiamo visitato i resti di un anfiteatro gallico-romano. Bello, ma erano quasi praticamente delle macerie. A questo punto erano giunte già le 17.30, e ci siamo messi in moto in direzione Grenoble, dove abiamo provato a cercare camera in un albergo della categoria Formula1, che tanto ci era stata decantata da Mauro. Non c'era il bagno in camera, e quindi la fama era decisamente immeritata! Dopo aver trovato le camere, siamo andati a mangiare a Grenoble (si erano fatte le 21.30 nel frattempo...) e poi siamo tornati a dormire, perchè eravamo tutti stanchi morti.

Oggi ci siamo alzati alle 6.30, tanto per cambiare un poco...

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19 agosto 2003
ESTATE 2003 - GIORNO 13

La mattinata è andata tutta a girare città per trovare una casa per la Francesina per quando dovrà fare la tesi. Siamo quindi stati ad Aix-en-Provence, Manosque e Pertuis. Abbiamo fatto la spesa nel solito supermercato e, una volta finiti i giri d'obbligo, ci siamo diretti alla volta di Lyon, lungo l'autostrada. Prima di entrarvi abbiamo fatto pausa pranzo in un'area con un tavolino lungo la statale. Il viaggio in autostrada, che sarebbe dovuto durare 2 orette dato che erano 240 km circa, si è invece prolungato a 4 ore e mezza per colpa delle code. Siamo quindi arrivati a Lyon verso le 18, abbiamo cercato (e trovato) subito alloggio, vicino alla stazione, e poi siamo andati a farci un giro per la cittaà, a rivedere i posti dove la Francesina aveva vissuto e per le solite, classiche e irrinunciabili "vie della moda". Abbiamo cenato in un locale chiamato "Pizza Papa", e poi siamo tornati in albergo. Erano le 22 passate, ma non da tanto. Se non fosse stato che mi son trascinato dietro un mal di testa per tutto il giorno, credo che sarebbe stata la giornata più rilassante di questa vacanza. Pazienza.

Sveglia alle 7 per riposarci un poco, e appuntamento tra 20 minuti con gli altri (ora sono le 7.40). Mirko sta frugando nella borsa alla ricerca di chissà cosa... e deve ancora andare a farsi la doccia!

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18 agosto 2003
ESTATE 2003 - GIORNO 12

In mattinata ci siamo fatti un giro per Nimes, visitando arene e deucalioni con parchi attorno. Ci siamo quindi addentrati nel parco della Camargue verso Saint-Maries de-la-Mer, ove abbiamo pranzato al sacco lungo la spiaggia. La Camargue mi è sembrato un parco piuttosto brullo, con tante canne, gabbiani, cavalli e tori. Per il resto niente di che. Nel primo pomeriggio abbiamo provato a farci un giro in battello, ma un uragano di è abbattuto su di noi e l'imbarcazione è stata costretta ad invertire la rotta, con tanto di risarcimento del biglietto ai passeggeri. Mica male!
Ci siamo quindi volti verso Arles, dove siamo arrivati per le 17.30, e stavolta abbiamo cercato immediatamente un albergo. Trovatolo, ci siamo fatti un giro per la città, e abbiamo cenato a base di crepes in un localino tipico. Siamo quindi tornati a casa, e ci siamo messi quasi subito a dormire. Non so se si vede, ma oggi non ho proprio voglia di scrivere...

Abbiamo ripreso le abitudini solite, e ci siamo svegliai alle 6. Tra 12 minuti abbiamo l'appuntamento con gli altri due e Mirko deve ancora farsi la doccia... bene!

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17 agosto 2003
ESTATE 2003 - GIORNO 11

Di mattina abbiamo fatto ancora un giro veloce per la città, e poi siamo andati sul Ponte di Avignon, dove il divertimento maggiore per il sottoscritto è stato quello di sputare sui piccioni che erano appollaiati sotto le arcate: dopo una vita passata a cercare di evitare le loro cagate, mi sembrava il minimo. Comunque, bello come ponte.
Alle 10 siamo partiti alla volta di Carcassonne, anche se lungo la via abbiamo trovato coda nelle autostrade e siamo stati costretti ad uscirne e ad usufruire di strade secondarie. Abbiamo fatto pranzo in un Quick, l'analogo francese dei McDonald in pratica, e ci siamo rimessi in viaggio. Siamo arrivati a Carcassonne verso le 14 circa, e ci siamo fatti un giro interessante per il centro medievale, e dentro un museo delle torture. Interessante. È un po' un peccato come una città medievale così sia diventato un'unica "via della moda", con tutti i negozi di souvenirs che ci sono sparsi qua e là, ma credo che sia normale per un posto del genere. Abbiamo fatto foto, comprato cartoline, mangiato lecca-lecca artigianali all'anice... e vero le 16.30 ci siamo rimessi in macchina alla volta di Montpellier, sempre usando le strade statali perchè le autostrade erano ancora intasatissime (d'altra parte era il sabato subito dopo ferragosto!). Abbiamo fatto una strada panoramica che passava lungo il mare e lungo spiaggie sabbiose, che ci hanno anche concesso il privilegio di bagnarci i piedi in acque calde. È stato bellissimo rilassare un poco i piedi dopo una giornata passata praticamente tutta in macchina.
Siamo arrivati a Montpellier alle 19.30 circa, e dopo aver girato inutilmente per più di un'ora alla ricerca di un albergo, abbiamo deciso di spostarci a Nimes. Qui abbiamo trovato quasi subito un albergo (erano ormai le 21.30), e siamo quindi andati a mangiare in un ristorante/pizzeria italiano, gestito da un tipo veramente fuori di testa (che ha sposato la solita francesina di turno, ovviamente). Alle 23 circa siamo tornati in albergo e ci siamo messi a rivedere altre foto scattate nei giorni scorsi.

Mirabile dictu, oggi la sveglia è stata spostata alle 7, per un puro bisogno di sonno da parte di tutti essendo andati a dormire più tardi del solito. Ho scoperto i aver dimenticato lo shampo nell'albergo di Avignon, e quindi oggi ne dovrò acquistare un altro. Va beh, nessun problema. Ora sono le 7.49, e tra una decina di minuti c'è l'appuntamento con gli altri per andare a fare colazione. Termino dunque qui queste quattro righe, e torno a mettere a posto la valigia, che sembra diminuire in volume ogni giorno di più. Starò mica dimenticando qualcosa in ogni posto in cui andiamo?

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16 agosto 2003
ESTATE 2003 - GIORNO 10

La giornata è stata praticamente solo di viaggio. Ci siamo diretti verso Lyon, e da lì alla volta di Aix-en-Provence. Lungo la strada, a Valence, ci siamo fermati per fare la spesa per pranzo, che abbiamo poi consumato in una sosta lungo l'autostrada. Siamo quindi arrivati ad Aix verso le 15 e abbiamo incontrato Mauro e la Francesina in un paesino chiamato Pertuis. Dopo un rapido giro per uffici turistici, siamo andati ad Aix dove Mauro ha lasciato la sua macchina e tutti insieme ci siamo diretti alla volta di Avignon, dove abbiamo trovato uno splendido albergo al secondo tentativo dopo che ci avevamo detto che da lì a Marseille era tutto pieno...
Siamo quindi andati in centro dove abbiamo visitato il Palazzo dei Papi e ci siamo fatti un rapido giro per la città, attraverso principalmente le vie della moda. Abbiamo centao in un baretto a base di toast e birra, e poi siamo tornati verso l'albergo, non prima però di aver perso una scommessa con Mauro e aver offerto il gelato a tutti gli altri. In camera abbiamo fatto vedere un po' di foto che avevamo scattato nei giorni scorsi a Mauro e alla Francesina (da oggi rinominata ufficialmente "Numero Sei"), e poi ci siamo salutati dandoci appuntamento il giorno dopo verso le 7 circa.

Le abitudini son dure a morire, e quindi, come d'incanto, anche oggi sveglia alle sei, anche se ieri sera prima di addormentarci con Mirko abbiamo sparato cazzate fino quasi a mezzanotte.

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15 agosto 2003
ESTATE 2003 - GIORNO 9

Abbiamo faticato un poco ad uscire da Saarbruchen senza prendere l'autostrada, ma alla fine siamo riusciti a imbroccare la strada giusta in direzione Sarreguimmes, in FRancia. Da lì siamo andati verso Haguenau, e lungo la strada abbiamo fatto GPL, ci siamo comprati il pranzo ed è avvenuto il primo "ratto della pannocchia". Sopra Haguenau siamo andati a Schoenenburg ova risiede uno dei più grossi e meglio tenuti forti della Linea Maginot, ma abbiamo scoperto con sommo disappunto che apriva soltanto dalle 14 alle 16. Ci siamo quindi spostati verso la citttadina di Hatten, dove c'era un museo dedicato alla Linea Maginot, ma non solo. Elicotteri da guerra, carri arati vari, modellini di forti, ricostruione del Checkpoint Charlie... era una piccola Legoland in versione bellica, in fondo. Dopo aver visitato anche un forte adibito a museo sempre nel parco di Hatten, siamo tornati verso Schoenenberg ove abbiamo pranzato e aspettato che arrivassero le 14. Io mi sono anche appisolato su di un dolmen commemorativo che era stato eretto lì vicino. Siamo quindi entrati nel forte, che è interamente costruito soto una montagna. Infatti per arrivarci bisogna scendere 135 scalini, e l'intero giro per le varie sezioni è di circa 3 kilometri. Finalmente faceva abbastanza fresco (12 gradi!), e infatti vedevamo sfrecciare di fianco a noi gruppi di persone in pantaloncini corti e maglietta che volevano farsi tutto il giro ma stavano letteralmente morendo di freddo. È stato istruttivo e divertente, e siamo usciti da lì alle 15.30 circa. Siamo quindi andati alla ricerca di alcuni cannoni che erano manovrati all'interno del forte e avevano le uscite a un kilometro circa dall'ingresso. Secondo "ratto della pannocchia".
Ci siamo quindi messi in moto verso il sud della Francia, perchè verso la sera del giorno dopo o al più tardi il 16 avremmo dovuto incontrare Mauro e la Francesina. Ci siamo quindi diretti verso Strasbourg, da lì a Mulhouse e poi, lungo la strada per Besancon, siamo usciti a Baume Les Dames per cercarci un albergo per la nottata. Dopo aver girato un poco (oramai è Mirko l'addetto alle pubbliche relazioni con gli albergatori, dall'alto del suo ottimo francese) abbiamo trovato un ottimo due stelle con tanto di proprietario di Oristano e moglie francesina che sono stati cordialissimi. Qui abbiamo quindi cenato e siamo andati a dormire alle 21 circa. Finalmente dei letti senza i sacchi fuffa, e con dei cuscini veri!

Sveglia come da programma oramai, anche se dopo averla sentita suonare sono rimasto a letto per una decina di minuti. Mirko come al solito in queso momento è sotto la doccia, e io ora andrò a mettere un po' a posto i bagagli che, non capisco perchè, quest'anno invece di aumentare di volume sembrano diminuire. Misteri delle leggi dei viaggi!

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14 agosto 2003
ESTATE 2003 - GIORNO 8

Siamo arrivati ad Aachen (Aquisgrana) dove abbiamo aspettato le 10.30 per poter entrare nella cattedrale ove è custodito il tesoro di Carlo Magno, e nel frattempo abbiamo scritto qualche cartolina. Siamo quindi ripartiti alla volta di Maastricht, in Olanda, e poi saremmo dovuti arrivare a Liege in Belgio, se i cartelli stradali fossero stati con i nomi giusti. Abbiamo infatti girato a vuoto per quasi un'ora a Tongeren perchè avevano deciso di scrivere Liege in Olandese, e cioè con il nome Luik... ah, ovviamente Tongeren non è una città olandese, ma belga!
Una volta ritrovata la strada maestra, e con essa la città di Liege, ci siamo fermai in un parco enorme, all'ombra di un albero, a fare un ottimo pranzo bucolico con gli avanzi del giorno prima. Ah, un'ape continua a seguirci. Nel pomeriggio siamo arrivati a Luxembourg, dove abbiamo girato praticamente tutto in macchina per l'impossibilità di trovare un posteggio, anche a pagamento. Abbiamo quindi deciso di dirigierci verso Saarbrucken, ma abbiamo sbagliato l'imboccatura dell'autostrada e saremmo finiti a Trier, se non fossimo usciti prima e ci fossimo fatti una splendida stradina statale degna delle prove di Quattroruote, che ci ha portato fino a Remich, città lungo il fiume Moselle. Da lì abbiamo preso l'autostrada, questa volta corretta, e siamo tornati in Germania. Ci siamo fermati per riposarci in una sosta lungo la via, e Mirko si è sparato un sonnellino di quasi un'ora. Dopodichè siamo ripartiti e siamo giunti a destinazione (Saarbruchen) verso le 18.30. Trovato l'albergo praticamente subito, siamo andati a mangiarci una pizza in un ristorante italiano (c'era di nuovo l'ape!) e poi ci siamo fatti un giro per la città, il tutto condito con un ottimo gelato preso in una gelateria, neanche a dirlo, italiana. È incredibile quanti italiani c'erano in giro, ma soprattutto quanti negozi italiani. Sarà perchè Saarbrucen è una città industriale e sul confine, e quindi molti itliani possono essere emigrati in cerca di lavoro!
Alle 21.30 eravamo già in albergo che ci preparavamo a dormire, anche se non sapevamo ancora che sarebbe stata la notte peggiore della nostra vacanza!

Solita sveglia, ma che nottata da incubo! Mi sarò svegliato più di dieci volte per il caldo, e che caldo! Mi sono svegliato stamattina completamente sudato! E la doccia era fredda! Va beh, ora andremo a fare colazione in questo hotel gestito da un vecchietto ubriacone con i baffoni.

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13 agosto 2003
ESTATE 2003 - GIORNO 7

Prima di andarcene da Leipzig siamo ancora andati a fare due foto alla stazione centrale e ad un deucalione che svettava in periferia, un monumento eretto in occasione della vittoria su Napoleone. Abbiamo quindi provato a lasciare la città per dirigerci verso Nordhausen, ma l'uscita dalla città è stata più traumatica del previsto, tra stradine maffe e autostrade che apparivano e sparivano. Siamo comunque riusciti a raggiungere Nordhausen verso le 11, dopodichè abbiamo perso un'altra ora alla ricerca del campo di concentramento, in quanto le indicazioni nel luogo erano veramente scarse. Durante le ricerche abbiamo anche fotografato da meno di due metri due splendidi alci e alcuni cerbiatti. Alla fine, grazie anche alle indicazioni di una signora, siamo riusciti a imbroccare la strada corretta e abbiamo raggiunto il sito storico, dove abbiamo girato per quasi due orette.
Siamo quiandi andati alla ricerca di un supermercato ove comprarci il pranzo, e abbiamo trovato un Lidl giusto a Nordhausen. Peccato che per trovare una piazzola con una panchina per rifocillarci avremmo dovuto aspettare fino all'impocco dell'autostrada sopra Kassel. Ho giusto avuto il tempo di rovesciarmi addosso (e anche sull'Astra) una buona dose di Pepsi gasata appena aperta nella cittadina di Heiligenstadt, dove ci siamo fermati non tanto per mangiare quanto per bere. Una volta raggiunta l'autostrada siamo partiti alla volta di Dortmund, anche se alle 16.43 siamo usciti per la seconda volta a Buren per andare a vedere il castello di Wewelsburg (sempre la sede di Himmler), sperando questa volta di trovarlo aperto. Ce l'abbiamo fatta, ma solo per un pelo: il castello chiudeva alle 17, e siamo arrivati proprio mentre la custode stava facendo il giro per chiudere tutti i locali. La cripta del castello era veramente splendida, e con un'eco mostruoso, altro che montagna!
Siamo quindi ripartiti, in direzione Koln, dove siamo arrivati per le 18.30 circa, e abbiamo perso più di un'ora alla ricerca di un albergo in periferia, dopodichè ci siamo spostati più verso il centro e ne abbiamo trovati a decine. Lasciati i bagagli verso le 20 e posteggiata la vettura in un parcheggio privato dell'albergo, siamo andati a farci un rapido giro per la città, e soprattutto a vedere la stupenda cattedrale gotica di Koln. Abbiamo cenato in un misero McDonald (in fondo era un po' che non ne usufruivamo), e siamo andati a farci un giro by night lungo il Rhein, con tanto di gelato annesso. Siamo quindi rientrati a casa per le 22, dove ci siamo messi a pianificare un poco i prossimi giorni nell'attesa dell'unione con Bauro e la Francesina. Ah, sto imparando a contare in tedesco, mi sto allenando lungo le autostrade quando vedo dei cartelli con delle indicazioni kilometriche.

Credo che sia inutile continuare a ripetere l'ora in cui ci siamo alzati, perchè sono sempre le 6. Mirko in questo momento è sotto la doccia, e io sono sempre qui a scrivere queste quattro righe di resoconto per non dimenticare niente prima di ritornare in Italia. Il programma di oggi prevede Aachen (Germania), Maastricht (Olanda), Liege (Belgio), Luxembourg (Lussemburgo) e Metz (Francia). Quattro nuovi stati che si agiungeranno ai 7 già visitati, per arrivare ad uno splendido totale di... 11! E Barcelona ci sta aspettando!!!

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12 agosto 2003
ESTATE 2003 - GIORNO 6

Appena arrivati a Berlino abbiamo fatto GPL trovandolo alla prima, grazie anche al supporto informatico di Autoroute: ci sono tutte le città mappate e diventa più facile trovare una strada in una città nuova che non si conosce nemmeno. Abbiamo quindi iniziato a girare per la città in macchina, lasciando di volta in volta il mezzo il più vicino possibile al luogo da visitare, che fosse la porta di Brandeburgo o il Checkpoint Charlie. Abbiamo fatto pranzo al Nordsee, una specie di McDonald norvegese a base di solo pesce, e dopo siamo andati in Alexander Platz e in Marien Kirke, una chiesa lugubrissima piena di teschi e di "memento mori".
Alle 16 circa ci siamo rimessi in viaggio alla volta di Leipzig, una città che si sarebbe rivelata essere estremamente musicale (effigi di Bach un po' ovunque), anche se contaminata da enormi statue ancora inneggianti al lavoro comunista. Abbiamo trovato subito un albergo in centro città (un po' caro, forse, ma bello e in centro), e siamo andati a farci un giro in cetro per le "vie della moda". L'idea che mi sono fatto è di una cittadina piccola con tanti bei palazzi tutti ammassati l'uno contro l'altro, e una marea di vie stracolme di tavolini per turisti. Abbiamo cenato nuovamente al Nordsee e poi ci siamo vusti un concerto blues in piazza, comodamente seduti a du tavolini, e con due belle birre davanti agli occhi. Dopo il concerto hanno iniziato a trasmettere un live di Tom Jones, al quale abbiamo assistito per poco e poi ce ne siamo andati a dormire. La stanza è un po' piccola e fa un caldo boia, ma i letti sono comodi.

Solita sveglia alle 6, e adesso si va a fare colazione!

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11 agosto 2003
ESTATE 2003 - GIORNO 5

Ci siamo alzati di mattina presto alla splendida temperatura di 16.5 gradi, e dopo aver salutato la vecchina che gestiva le camere ci siamo diretti alla vota di Kobenhavn, attraversando due pontoni di cui il seondo era anche a pagamento: 10 minuti per attraversarlo ai 100 km/h. Siamo arrivati alla capitale danese alle 9.30 e dopoaver parcheggiato vicino al parco Tivoli, siamo andati in stazione a fare colazione e poi a prendere una cartina al'ufficio informazioni. Ci siamo quindi fatti un giro veloce in giro per la città a piedi, visitando soprattutto il quartiere di Christiania chemi ricordavo dalla visita del 1998 quando ci venni durante l'interrail. Siamo quindi tornati a prendere la macchina e ci siamo diretti verso la sirenetta, dove abbiamo scattato le solite fotodi rito, con Natalino in grembo alla tenera Sirenetta, e una marea (ma proprio tanti!) turisti italiani che scattavano foto a più non posso. Una ragazza, quando ho adagiato Natalino sul simbolo di Kobenhavn, ha anche esclamato: "Ma che carino! C'ha messo il pelüs!", in uno splendido accento che è irriproducibile su foglio di carta.
Abbiamo quindi lasciato la città alla volta di Malmo, attraversando il ponte che unisce Danimarca con Svezia, dirigendoci quindi a Trelleborg dove prendere un traghetto che ci avrebbe riportato in Germania, a Rostock. Abbiamo mangiato un panetto aspettando l'imbarco, e siamo saliti alle 15.45 su un traghetto che viaggiava a 36 nodi e ci avrebbe impiegato circa 3 ore per arrivare a destinazione e fare circa 180 km. Arrivati a Rostock ci siamo diretti verso Berlino con l'autostrada, ma essendo stanchi morti siamo usciti praticamente subito sulla statale per cercare un alloggio per la notte, trovato nella splendida città di Gustrow. L'albergo era splendido, la città pure, e abbiamo cenato in un pub carinissimo (un albero all'interno del locale, due pietanze tipiche squisite, ottima birra, e due cameriere giovani e da infarto!). Alle 21.30 siamo quindi tornati a casa per pianificare un poco cosa vedere il giorno dopo a Berlino, e dopo aver assaggiato un pessimo "Bacardi alla liquirizia" che avevo acquistato a Lensburg ci siamo coricati in due ottimi e comodissimi letti, corredati dai soliti sacchi fuffa.

Ci siamo alzati alla solita ora, e abbiamo fatto un'abbondante colazione in albergo, dopodichè siamo partiti alla volta di Berlino. In questo momento siamo in autostrada con Mirko che guida ai 190 e io che scrivo queste quattro righe col portatile sulle gambe, come un vero informatico malato di crisi di astinenza da tecnologia. Okay, ora la smetto e faccio un po' di compagnia a Mirko (ehi, c'e' Avril Lavigne in sottofondo!)...

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10 agosto 2003
ESTATE 2003 - GIORNO 4

La giornata del 9 agosto è stata in poche parole la fiera della coda in autostrada. Una volta lasciata Hannover e presa la direzione di Hamburg, sono iniziate le code in autostrada e siamo stati costretti, per l'ennesima volta, a lasciare la strada principale per prendere delle statali secondarie che ci permettessero di avanzare più velocemente. Abbiamo quindi deviato per Rotenburg, Tostedt per poi re-immetterci sull'autostrada che da Bremen porta ad Hamburg. Dato che era già mezzogiorno abbiamo deciso di non fermarci in città e di proseguire alla volta di Flensburg, prendendoci altre code subito dopo Hamburg e fino al bivio per Kiel. Da Budelsdorf, per fortuna, sono diminuite di molto. A Flensburg ci siamo fermati per fare la spesa in un supermercato (Mirko non mi ha fatto comprare la liquirizia più grande del mondo...) e per chiedere informazioni su come fosse la situazione in Danimarca.
Abbiamo quindi proseguiti e al primo autogrill danese ci siamo fermati per fare un po' di cambio dei soldi e per mangiare. Ottima la sosta in cui, da bravi italiani medi, abbiamo lasciato la macchina in mezzo ad un prato e abbiamo consumato il nostro frugale pasto all'ombra di una quercia.
Siamo poi ripartiti in direzione Vejle e Billud, dove c'è il parco di Legoland, a cui siamo infine giunti alle 17 del pomeriggio. È stato come ritornare bambini: lego da tutte le parti, e noi due gli unici ragazzi in mezzo ad un mare di bambini che sicuramente non apprezzavano come noi che ci avevamo giocato sopra per anni e genitori stressati e decisamente obesi. Ho anche avuto il tempo di innamorarmi di una ragazza con una maglietta bianca di superman e i pantaloni scuri, che era con una bambina piccola (non poteva essere la madre! non poteva! non ci voglio credere!). Occhi azzurri, capelli biondi, corpo minuto, mi si è strusciata contro nella fase finale della coda per un gioco acquatico. L'ho già detto che mi sono innamorato?
Alle 20.30 abbiamo provato a vedere quanto volevano all'hotel ufficiale di Legoland, ma dopo esserci sentiti dire 1600 corone danesi (quasi l'equivalente di 240 euro) abbiamo salutato il posto e siamo tornati sulla strada per Vejle, ove abbiamo trovato una stanzetta affittata da una vecchina tanto disponibile al semplice prezzo di 300 corone. Alla faccia di Legoland. Abbiamo cenato in camera con gli avanzi del prano di oggi e, alla dieci passate siamo andati a dormire, non prima che Mirko facesse una ziggurat co i lego trovati e in camera e io gli rivelassi che per prendere sonno doveva chiudere gli occhi...
Ah, a differenza dei primi due giorni nei quali abbiamo fatto una media di 700 km, ieri ne abbiamo fatto "solo" 500, per colpa di quel fottuto traffico. Speriamo che oggi ci vada meglio (che gufata immensa!)...

La sveglia stamattina è suonata alle 6, e sono tornato or ora dalla doccia. Fuori fa proprio fresco e si sta benissimo. Oggi attraverseremo il ponte che unisce Danimarca e Svezia, e poi torneremo in Germania. Stasera devo ricordarmi di guardare un po' di stelle, perchè è la notte di S. Lorenzo. Passo e chiudo per ora.

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9 agosto 2003
ESTATE 2003 - GIORNO 3

Il risveglio stamattina è stato più lento di ieri, nel senso che io ho già finito la doccia e ho anche già messo a posto tutto quello che avevo sparso per la camera, e Mirko è ancora accasciato sul letto che cerca di dormire. In ogni caso, vediamo di fare il punto di tutto quello che è successo ieri.
Abbiamo lasciato la stanza di Stuttgart alle 7.30 circa, la nostra bella camera 9001, pagata meno perchè per arrivarci era obbligatorio passare dalla cucina...
Siamo partiti in direzione Frankfurt, ma lungo la strada Mirko si è reso conto che eravamo appena passati di fianco ad Hockenheim, e quindi una deviazione è stata più che d’uopo. Dopo aver appreso dal guardiano che con l’Astra non potevamo entrare a farci un giro, abbiamo scoperto un’altra grande verità dell’italiano all’estero, e cioè: se non c’è scritto “vietato l’ingresso”, per un italiano è come se ci fosse scritto “benvenuto”. Entra pure. Fai come se fossi a casa tua. Detto fatto, ci siamo infilati in una stradina sterrata che costeggiava il circuito e siamo riusciti a fare qualche foto dell’interno pista. Soddisfazione.
Con questa scoperta, dopo quella del giorno prima che “il bacon cresce su alberi coltivati da contadini con guanti di birra”, è la nostra seconda verità importante insegnataci dalle lande germaniche. Chissà quale sarà la prossima...
Prima di arrivare a Stuttgart abbiamo fatto una piccola deviazione a Russelsheim, sopra Gross-Gerau, per visitare la sede della Opel: c’erano anche i prototipi, e abbiamo provato a fare il primo filato con la macchina fotografica digitale. A questo punto si erano fatte le 11.30 oramai, ed era ora di giungere a Stuttgart, dove siamo anche riusciti a fare GPL in un posto veramente sperduto e irraggiungibile. Ma ce l’abbiamo fatta lo stesso. Abbiamo posteggiato in una via fuffa e poi siamo andati in giro per il centro cittadino, tra case della signorina Rottenmeyer e barconi enormi che solcavano il mare. Dopo un pranzo da McDonald e un paio d'ore, siamo ripartiti alla volta di Hannover. Lungo l'autostrada però abbiamo incontrato coda e abbiamo preferito entrare nella statale poco dopo Giessen, e puntare a Kassel utilizzando un'altro ramo di autostrada che sembrava non voler iniziare mai e non era segnalato su nessun cartello stradale. Non abbiamo desistito, e alla fine siamo riusciti a trovare ugualmente l'autostrada fantasma, e siamo arrivati a Kassel. Da lì abbiamo puntato verso Paderborn per far visita a Wewelsburg, un paesino ove Himmler era solito fare la propria tavola rotonda personale qualche decina di anni fa. Il castello era splendido, anche se ci hanno fatto un ostello della gioventù nel frattempo.
Giunti a questo punto della giornata (erano già le 18 suonate), ci siamo diretti senza più indugi alla volta di Hannover, e subito prima di arrivare in città, all'altezza di Garosen, abbiamo trovato le indicazioni per un albergo sull'autostrada (il Waldhotel Garbsener Schweiz) che ci ha letteralmente invitati ad uscire (eravamo già stanchissimi) e a fermarci a dormire lì. Abbiamo cenato, abbiamo giocato con un'ape e una bottiglia, e poi siamo andati a dormire, ma non prima di aver scoperto che mi si era rovesciato il bagnoschiuma nella valigia. Danno!
Alle 22.30 stavamo già abbracciando i nostri cuscini ottenuti con una federa e un asciugamano del bagno, e questo perchè i cuscini che ci sono da queste parti sono più fuffa dei sacchi fuffa.

Adesso sono qui, alle 7.40, che aspetto che Mirko si alzi per andare a fare colazione e volare alla volta di Hamburg, la nostra ultima tappa grossa prima di entrare in Danimarca.

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8 agosto 2003
ESTATE 2003 - GIORNO 2

L’inizio dell’avventura è avvenuto alle 7.50 a Genova, all’uscita del casello di Genova Sampierdarena, dal piazzale dell’Unimar. Mi sono fatto accompagnare in loco da mio padre per evitare che Mirko dovesse venire fino a Rapallo e successivamente tornare verso Genova, e a parte un poco di traffico tutto è andato tranquillamente bene.
Una volta incontratici e scambiati i rispettivi saluti di rito, siamo finalmente partiti alla volta delle lande germaniche, in direzione Milano, dove abbiamo pagato il nostro primo biglietto autostradale, e successivamente abbiamo proseguito sulla via di Como. Qui ci siamo fermati a comperarci il pranzo in un centro commerciale, sei splendidi panini, qualche affettato, del formaggio, dell’acqua, una schweppes e una pepsi twist (quella al limone!).
Abbiamo quindi ripreso la via della Svizzera e abbiamo finalmente sconfinato a Chiasso. Da lì abbiamo proseguito alla volta di Lugano, Bellinzona, e siamo saliti fino al passo del S. Bernardino (2065 metri), ove abbiamo pranzato sulle rive di uno splendido laghetto, contornato da un’aria di montagna veramente fresca e rinfrescante. Va ricordato, nel tragitto di strada per arrivare fino a S. Bernardino, la visione di una splendida quercia, isolata in un prato svizzero, sotto cui era piantata una croce di legno. Un po’ macabro, magari, ma decisamente molto poetico.
Finito di mangiare abbiamo continuato sulle strade statali della Svizzera alla volta di Chur, per puntare poi a Vaduz, nel Liechtenstein. Lungo la via, ma ancora in Svizzera, abbiamo attraversato un paesino completamente militarizzato, con soldati in uniforme che si esercitavano con tanto di fucili e mitragliatrici a tracolla, e camionette di ogni tipo che vagavano per le vie. Curioso.
A Vaduz abbiamo visitato molto velocemente (nel senso che lo abbiamo visto da fuori) il castello del loco, e abbiamo successivamente puntato a Feldkirch, in Austria. Da qui siamo andati a Dornbirn per arrivare finalmente a Bregenz, in Germania. Erano praticamente le 17, e avevamo già attraversato 5 stati europei. È più o meno a questo punto che il GPL ci ha abbandonati dopo circa 470 km di autonomia, e siamo passati alla cara e vecchia benzina.
Finalmente, in Germania abbiamo potuto usufruire delle splendide autostrade (finalmente gratis!), che ci hanno portato in un batter d’occhio a Memmingen, Ulm ed infine a Stuttgart. Lungo la via ci siamo quasi persi per uscire dall’autostrada alla ricerca di un benzinaio, ma per fortuna è andato tutto bene. Arrivati a Stuttgart poco dopo le 19, abbiamo trovato uno splendido alberghetto in pieno centro che per soli 55 euro ci ha fornito una camera doppia, dove abbiamo finalmente ritrovato i sacchi fuffa. Abbiamo scoperto che in questi 3 giorni in città c’è la SummerFest, una specie di grossa manifestazione che coinvolge l’intera città e la copre di splendide ragazze che girano per i parchi cittadini e musici ad ogni angolo. Veramente tanta gente!
Abbiamo mangiato in un locale (credo norvegese) in cui erano convinti che il bacon fosse un vegetale che cresce spontaneamente dal terreno, e abbiamo fatto un rapido giro per il centro, che era stato praticamente tutto coinvolto dalle manifestazioni del SummerFest. Credo di essermi innamorato più di venti volte, in solo mezz’ora di cammino. E siamo stati in giro per più di 2 ore...
Alle 22 cominciavamo già ad essere abbastanza stanchi e abbiamo deciso di tornare verso l’albergo, dove ci siamo coricati e, nonostante il caldo, ci siamo addormentati praticamente subito. La sveglia per il giorno dopo è stata decisa per le 6.30.

Mi sono alzato alle 6, e sono andato finalmente a farmi una bella doccia. Mirko è tornato or ora dal bagno e sta ricomponendo il suo sacco fuffa che aveva distrutto per dormire più comodo di notte. Ora finiamo di mettere a posto e poi andiamo a mangiare, per poi ripartire per il nord della Germania.

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