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Daniele Assereto
Daniele
Assereto


 
Novembre 2000

30 novembre 2000
L'ARTE DI QUEL PAESE

Vaffanculo a chi sta leggendo questa pagina, perché mi sta veramente sul cazzo. Ha delle idee diverse dalle mie, non capisce una minchia di musica ed è pure un pallone gonfiato.
Vaffanculo anche a chi ha strappato questa pagina e quindi non la sta leggendo, perché non mi sopporta proprio e di conseguenza mi sta sul cazzo pure lui.
Vaffanculo a tutti quelli a cui non piacciono i gruppi che piacciono a me, sono degli stronzi. Prima o poi capiranno che hanno sbagliato tutto nella vita, ma allora sarà veramente troppo tardi.
Vaffanculo a chi si crede chissacchì e in realtà è solo chissaccosa, e gli da fastidio ammetterlo anche a se stesso. Sei solo un pallone (s)gonfiato. Non sei un Dio sceso in terra, gli altri non pendono tutti dalle tue parole. Sei sterco in un campo di letame, e non puoi nemmeno guardare verso le stelle perché sta diluviando.
Vaffanculo anche a te, si proprio a te, che magari non sai perché ce l'ho con te. Non preoccuparti. Io lo so benissimo.
Vaffanculo a tutti i nuovi arrivati, non so perché ma mi state già tutti sui coglioni. Non che gli altri mi siano simpatici, ma fa lo stesso. Siete una grossa famiglia di cazzoni.
Vaffanculo al mondo, che non ha ancora capito come deve girare. L'unica cosa che conta è il Metallo, quello vero, quello che capisco solo io e che nessuno può infangare con le sue sudice mani sporche di Nutella e grasso di balena. Il Vero Metallo voi non avete ancora capito dove stia di casa, o forse avete perduto l'indirizzo. Beh, non affannatevi a ritrovarlo, non ne varrebbe la pena. Forse è lui che non vuole essere trovato da voi.
Vaffanculo a chi gli va. E che gli altri vadano pure a farsi fottere. E non si dimentichino i Dream Theater.

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20 novembre 2000
DOLORE REPRESSO

Quattro passi nel vuoto
e tutto cade
quattro anni spariti
volati, bruciati
con tutte le speranze
credute certezze
di esser qualcuno
diverso da chi
è caduto nel vuoto.
Son crollate anche le luci
bagliori amici, fìdati
che schiarivano la via
di sera, di giorno
senza ritorno
son bruciate d’un colpo
senza nulla proferire
son tornate da chi
non vaga nel vuoto.
È una triste sensazione
aspra e pesante
estranea a chi
vive per l’oggi e
sperando per domani
ma non potrà capire
l’angoscia amica
compagna fedele
di chi è caduto
caduto nel vuoto.

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14 novembre 2000
BUDDY

Non pensavo che mi avrebbe fatto così tanto effetto. Tornare a casa la sera, stanco, e non trovare Buddy che mi fa le feste, che mi saluta come per dimostrarmi che se non ci fossi forse lui sarebbe chissà dove, chissà cosa.
Una parte di me è morta con lui, una parte di me se ne è andata via e non tornerà. Forse non dovrei vederla tanto nera, ma non posso farne a meno. Non credo che sarà mai possibile dimenticarlo. E non credo che riuscirò mai a capire perchè succedono certe cose. È come un fulmine a ciel sereno, magari a notte fonda. Te ne stai lì tutto tranquillo nei tuoi pensieri, ammirando meravigliato il cielo stellato, con quella sensazione di freddo quasi piacevole che ti conforta e ti sveglia le ossa, riposando la mente da una giornata magari faticosa, e tutto d'un tratto il mondo ti crolla addosso, magari solo un piccolo macigno ma capace lo stesso di soffocarti completamente, sufficiente per scuoterti da un momento di pace assoluta. Ti rendi conto di quanto siano precarie le certezze di cui ti circondi, su cui fai affidamento per andare avanti.
Sto scrivendo tutte queste righe di getto, le prime cose che mi passano per la testa, e spero sinceramente che non deprimano voi quanto lo stiano facendo in realtà con me, perché so che in fondo non avrei il diritto di scaricarmi in questo modo, di gettare una parte di macigno sulle vostre spalle. E per questo vi chiedo scusa fin da adesso. Perdonatemi.
Ho passato tutto il giorno sentendomi strano, passando da momenti di tristezza ad altri di incazzatura smisurata, senza sapere veramente con chi prendermela. E cercando sempre di scherzare, magari pensando ad altro, impegnandomi in qualsiasi altra cosa che non mi facesse realmente pensare, che non mi facesse ragionare. Triste e arrabbiato, arrabbiato e triste, solo per giungere alla sera stanco, e farmi sommergere dalla tristezza. Come vorrei sapere con chi prendermela, come vorrei conoscere chi è stato. E invece niente. Ho tra le mani solo gli effetti, effetti devastanti, e davanti agli occhi ancora quel corpo sdraiato.
Tra un'ora e l'altra di lezione oggi mi sono ritrovato a scrivere su un taccuino sgualcito pensieri, parole, non la si può neanche definire una poesia. Un piccolo ricordo per un amico che non tornerà. Che mi mancherà. Che mi salutava affettuosamente ogni volta che tornavo a casa, e magari io a volte allontanavo perchè era fin troppo invadente, fin troppo espansivo. Come è vero che le persone che ci mancano di più sono quelle che non potremo più vedere. Buddy non era un semplice cane. Era una persona in carne ed ossa. Una persona che oramai avrà raggiunto le celesti praterie canine e magari se la starà spassando correndo dietro felicemente a tutte le cagnette che vede passare. Un amico che mi mancherà. Tanto.
Forse in questo state pensando che sono troppo smielato, troppo melenso, magari anche troppo patetico. Spero di no. Mi sento come se una morsa mi stringesse lo stomaco e le lacrime volessero uscire numerose, ma le devo trattenere, le voglio tenere dentro di me. Come un ricordo. Che non svanirà mai. Non so quanto avrò voglia di parlare domani di tutto questo. Forse cercherò solo di dimenticare. Dimenticare quanto sto sentendo adesso, per ricordare solo i momenti in cui mi era vicino, a fianco, gioioso e spensierato.
E so che una sera, guardando le stelle cadenti, in una dolce e calda serata estiva, mi ritroverò a pensare a lui, sperando che quella stella in realtà sia la sua anima che torna sulla terra per reincarnarsi, per diventare una persona, ugualmente speciale, magari più fortunata.

BUDDY
Amico perduto
Compagno fidato
Te ne sei andato
E non tornerai
Non tornerai
La vita
Ti hanno rubato
L'amore
Ti hanno negato
Addio
Mi mancherai
Addio
Mio caro amico.

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4 novembre 2000
TRENO

Compagno veloce
ritmato e pacato
che culla le menti
addormentate.

Compagno sicuro
puntuale più o meno
ricordo ancora
anni passati
trascorsi, volati
minuti perduti
vinti per gioco
che non torneranno
e forse rimpiango.

Compagno bastardo
che viene e che va
incurante di tutti
come non esistesse
nulla al di fuori
di una corsa veloce
ma mai liberata.

Compagno vicino
vederti al mattino
ti ritrovo di sera
come un fuoco eterno
donato chissà
da chi o da cosa
e che nessuno
può spegnere.

Compagno bruciato
da una fiamma maligna
malsana che ieri
ti ha rubato l’anima.

Compagno eterno
so già che domani
io non ci sarò più
ma la tua corsa sfrenata
che assopisce le genti
non si placherà.

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