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Daniele Assereto
Daniele
Assereto


 
Agosto 2004

26 agosto 2004
PARADISO 1

Il paradiso è il sorriso innocente
di un bambino innamorato della vita
quando scopre per la prima volta
le gioie di una stretta di mano inaspettata,
il paradiso è una nuvola in cielo
con i colori del vento estivo
che sbiadisce nel riflesso di un gabbiano
appena levatosi in volo,
il paradiso è la mia mano che sfiora
la tua, la mia mano che
sussurra parole inascoltate dal vento
nel silenzio della notte.
Perchè continuo a cercare il paradiso
a rincorrerlo nella folla spietata
che cambia davanti a me ogni giorno
sperando di raggiungere il centro del mondo?
Perchè continuo a cercare il paradiso
quando è già al mio fianco,
nei tuoi occhi e nel tuo sorriso
che mi accompagna ad ogni respiro?
Il paradiso è già con me
solo che non me ne sono ancora accorto,
il paradiso è già qui
al mio fianco: sei tu.

PARADISO 2
Ho già vinto il mio biglietto
di sola andata per il sole,
è di quelli da viaggiare da soli
senza il disturbo di voci confuse
che distolgono l’attenzione
dalla vita stessa che sfuma via.
Ho già vinto il mio biglietto
di sola andata per il sole,
ma che senso può avere
raggiungerlo da soli?
Lasciatemi al mio paradiso in terra
sarò in ottima compagnia
e non accetterò tentazioni
per raggiungere un sole infernale
che mi vedrebbe solo
e senza i suoi occhi.
Vi cedo il mio biglietto per il sole
fate buon viaggio
io brinderò a voi da qui
e penserò a voi
dal mio paradiso terrestre
che mi accompagnerà
finchè un dio malvagio
non pianterà un melo proibito.

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24 agosto 2004
FERRAGOSTO

Caldo.
Immaginatevi una giornata afosa, calda, terribilmente monotona. Un pomeriggio in cui vi siete trovati soli e senza sapere che cosa fare. Senza sapere dove andare. Senza sapere chi chiamare.
Caldo.
Genova, il 15 agosto, è come un cruciverba senza schema, in cui nessun lettore abbia ancora iniziato a scrivere la prima lettera di soluzione. Deserta. Desolata. Bianca. Vuota. Genova, il 15 agosto, è come un libro ancora sigillato, caduto dal suo scaffale della libreria, senza avere quindi la speranza che qualche lettore incuriosito prima o poi vi poggi la mano sopra e inizi a sfogliarlo. Solo. Polveroso. Abbandonato. Genova, il 15 agosto, è come un giornale degli anni ’40 che quindi non verrà più letto da nessuno. Dimenticato. Vecchio. Sbiadito.
Caldo.
Il 15 agosto, mi sono ritrovato a Genova. Vie deserte, negozi chiusi, presenza umana inesistente. Mi sono sentito come un lettore che, rovistando dietro lo scaffale di una libreria alla ricerca di qualcosa, forse un libro, si trovi tra le mani un cruciverba senza schema ancora da iniziare. Ho cercato le istruzioni su di un vecchio giornale abbandonato dagli anni ’40, solo per scoprire quanto sia bella una città nel momento in cui è veramente tua. Nessuna interferenza. Nessun disturbo a tutto quello che potessi guardare attorno a me. Solo Genova. Solo? Scusate se è poco. Il caldo ha iniziato come per magia a diradarsi, e mi ha permesso di vedere con occhi diversi quella città in cui cammino tutti i giorni, ma che non mi sono forse mai fermato a guardare con attenzione. Ho scoperto angoli bui e piazze solari, alberi nuovi e fontane arrugginite, cartelli colorati e insegne abbandonate, nomi caduti e rumori assopiti.
Caldo?
So che oramai è tardi per consigliarvelo, ma vorrei invitarvi a vedere Genova con me, il 15 agosto. Vorrei invitarvi a immaginare di prenderci un gelato nel primo negozio inevitabilmente chiuso, e passeggiare quindi per le sue vie ammirando tutta la bellezza della nostra città. Ho detto che è tardi. E in effetti è così. Ma la prossima volta che camminerete per le vie di Genova, provate per un attimo a fermarvi e a chiudere gli occhi. Provate ad immaginare, in mezzo a via XX Settembre, di essere soli. Tappatevi le orecchie. Smettete quasi di respirare. La Genova che vedrete allora sarà forse simile a quella che si è parata davanti ai miei occhi il 15 agosto, quando anche i piccioni sembravano aver abbandonato quei cornicioni che solitamente frequentano. Provateci. Ne vale veramente la pena.
Caldo?
Impossibile. Ho visto da lontano un 17 barrato. Un miraggio. L’ho inseguito con la mente. Chiudete gli occhi, e Genova si aprirà al vostro cuore. 7 orizzontale. Affondato.

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12 agosto 2004
ESTATE 2004 - GIORNO 12

giorno precedente
Ieri siamo arrivati a Munchen alle 11 circa, e dopo aver trovato sistemazione per la notte in un altro albergo della catena Ibis, ci siamo incamminati verso il Deutsche Museum, dove abbiamo trascorso l’intero pomeriggio. C’erano tanti bei pulsanti da schiacciare, e una sala giochi matematica da far invidia a Pino.
Usciti dal museo ci siamo diretti all’HB, ove abbiamo lautamente cenato bevendo dell’ottima birra autoprodotta, pagandone anche una in meno per dimenticanza dei camerieri.
Alle 21 eravamo già sulla strada di casa, dove ci siamo coricati poco dopo. Mirko ha utilizzato tutte le sue conoscenze tecnico-ingegneristiche per posizionare la tenda della finestra trapezoidale affinchè la luce del sole non filtrasse minimamente, spostando anche il televisore e usandolo come perno. Al che, sono uscito con un “ma io, volevo guardare la tivvù!”. Risa isteriche per più di mezz’ora.

Ore 9.00: adesso siamo sulla strada in direzione Italia, dove contiamo di arrivare nel tardo pomeriggio.

Ore 10.40: dopo millanta km e altrettante strade attraversate, facciamo il nostro glorioso rientro in Italia. Neanche a dirlo, c’è il sole. Ah, il bel paese.

Mare, dicci
dove, ti nascondi,
perchè, sei?
Dicci, mare
dove sei,
perchè ti nascondi?

Ore 16.00: finalmente, il mare!

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11 agosto 2004
ESTATE 2004 - GIORNO 11

giorno precedente  giorno successivo
Dopo aver visto il Walhalla, ieri siamo finiti a Regensburg (l’italiana Ratisbona), dove abbiamo trovato sistemazione per la notte in un albergo della catena Ibis. Ci siamo quindi concessi il lusso di visitare il centro di questa antica città, e l’abbiamo trovato curioso e particolarmente intimo: luci soffuse emettevano vaga luce sul lastricato storico abbastanza ampio che ci ha regalato 2 ottime HB facendo cena nell’Hofbrauhaus locale.

Ore 10.30: siamo a Monaco e, alla ricerca di un GPL, ci siamo beccati un velox (35 €).

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10 agosto 2004
ESTATE 2004 - GIORNO 10

giorno precedente  giorno successivo
Ah, Praga!
Dopo aver trovato albergo abbastanza vicini al centro, alle 14 di ieri siamo andati a mangiare e poi abbiamo iniziato a girare questa divina città: la piazza con l’orologio, il cimitero ebraico, il castello con il cambio della guardia, il ponte Carlo, la funicolare con relativa torre panoramica in stile Eiffel, ecc...
E per finire, cena e birra da U Fleku, la birreria più antica di Praga, fondata nel 1499, con la sua ottima birra scura a 13°.
Adesso, ore 8.00, stiamo per andare a fare colazione prima di lasciare Praga.

Ore 16.00: stiamo lasciando la curiosa e assai carina città di Nurnberg (l’italiana Norimberga). Il centro storico è assai grande, ed il borgo sulla collinetta veramente incantevole. Peccato per il caldo.
Ora puntiamo al Walhalla.

Ore 18.00: abbiamo appena visto il Walhalla. È un partenone greco piazzato in mazzo alle colline tedesche bavaresi, sulla sponda nord del Donau (Danubio).

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9 agosto 2004
ESTATE 2004 - GIORNO 9

giorno precedente  giorno successivo
Ieri siamo arrivati a Brno verso le 17 circa, dopo aver seminato il panico nel carso moravo. Leggende narreranno ancora per anni il passaggio di un disco volante argentato che sfrecciava rasente l’asfalto a circa 100 km/h.
A Brno abbiamo trovato sistemazione presso l’hotel Slavia (4 stelle), con parcheggio custodito sotterraneo. Ci ha fatto da guida per il parcheggio un vecchino che ha parlato tutto il tempo in tedesco con Mirko, facendolo bagnare e dandoci utili indicazioni turistiche sulla città e sulle usanze.
Il giro per il centro ci ha visti scoprire la fons salutis e altri palazzi ottimi. Abbiamo quindi cenato in un’ottima birreria locale, mangiando a schifo e bevendo del nettare ambrato fatto in casa.
Stamane, dopo una lauta colazione circondati da italiani urlanti, abbiamo assistito ad una comicissima scenetta di come un italiano all’estero che non sa l’inglese cerchi di farsi capire usando neologismi: “it’s partying in five minutes: partiremo tra 5 minuti”.
Abbiamo quindi visitato la fortezza dello Spilberk, che ahinoi era chiusa, ma ci ha comunque permesso di ammirarne l’esterno ed il parco circostante.
Ora, alle 10.35, stiamo andando alla volta di Praha.

Ore 11.30: deviazione verso il motodromo di Brno, effettuata.

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8 agosto 2004
ESTATE 2004 - GIORNO 8

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Ore 11.45: abbiamo trascorso la mattinata nel campo di Oswiecim, più conosciuto col suo nome tedesco: Auschwitz.
Non penso ci siano parole per descrivere tutte le sensazioni provate tra il campo principale ed il secondo, Birkenau. Imponente. Paura. Enorme. Capelli. Mattoni. Grida. Silenzio. Arbeit macht frei. Freddo. Urla. Aria. Mura. Traversine. Legno. Scarpe. Silenzio.

Ore 13.30: ingresso nella Repubblica Ceca. Rotta verso Brno.

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7 agosto 2004
ESTATE 2004 - GIORNO 7

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Dopo circa 12 ore di viaggio e molteplici km, siamo approdati a Zvolen, dove abbiamo passato la notte.
Cavoli, una media costa circa 0,50 €!!!

Rubrica “laviamoci le uegie”.
Mirko: digli a quel ciccione di mangiare meno sennò poi si sente male.
Pazua: si.
Mirko: ma “si” cosa?
Pazua: non hai detto “qui da mangiare ci sono delle cose mica male”?
Mirko: uaz!
Pazua: uaz!

Ore 18.05: abbiamo appena trovato una sistemazione per la notte in una cittadina vicino ad Oswiecim, presso una stazione di servizio. Vi stanno festeggiando un matrimonio, addirittura!
Siamo arrivati a Krakow alle 12 circa, e dopo aver pranzato in un Pizza Hut abbiamo girato l’incantevole centro storico, il castello reale che domina la città, ed il quartiere ebraico, in ordine rigorosamente inverso. La città si presenta in ottimo stato e si respira veramente la storia camminando per le sue vie, con i palazzi antichi perfettamente tenuti e la strade magnificamente lastricate.
Oggi abbiamo cercato un posto per dormire un poco prima, per riposarci (e scrivere due cartoline in giro...). Anzi, quasi quasi mollo qua il diario, che sto scrivendo per la prima volta in albergo, e vado a scrivere le cartoline.

Ore 20.30: abbiamo cenato in camera, penso per non disturbare lo svolgersi del pranzo/cena matrimoniale, e ora ci stiamo per abbioccare soddisfatti. Io ho mangiato delle schifosissime cosa all’amarena che sembravano ravioli ripieni. Per fortuna la cameriera che ci ha portato la cena in camera era incantevole, anche se non capiva una sola parola di inglese.
La luce sta venendo via, e fatico quasi a leggere queste righe mentre le sto scrivendo, ma è bello lo stesso. È bello pensare di essere in un paese straniero. È bello pensare che qualcuno, un giorno, leggerà forse queste pagine ed avrà le mie impressioni di questo viaggio estivo che come i due precedenti mi ha cambiato un poco il modo di vedere il mondo.

Ho visto il vento dell’est
e mi sono avvicinato al suo richiamo
per scoprire una volta di più
le mie radici e le mie speranze,
i miei pensieri e le mie
illusioni.
Volgete lo sguardo ad est
e non vedrete soltanto il sorgere del sole
ma anche la nascita di nuove idee
che già albergano in voi
ma non pensavate di avere,
non credevate esistessero.
Muovete i vostri primi passi
verso est
e vedrete il sorgere di un nuovo sole
che porterà con sè
tutto il sapore rinchiuso
nei sogni di un vecchio malato di vita
che non si vuole arrendere
all’ineluttabilità dell’essere.

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6 agosto 2004
ESTATE 2004 - GIORNO 6

giorno precedente  giorno successivo
Siamo partiti alle 7.15 da Fagaras, una cittadina turistica che è a metà strada tra Brasov e Sibiu. Abbiamo passato la notte in una amena pensione dal gestore decisamente baffuto.

Ore 7.45: siamo fermi tra la contea di Brasov e Sibiu perchè due mezzi si sono accartocciati. Doveva succedere per forza visti i sorpassi paura di cui siamo stati testimoni in questi giorni in Romania. E pensare che stavamo andando così bene, verso il confine. La polizia e l’ambulanza se ne sono già andate, quindi ora dobbiamo solo aspettare che liberino la strada dai catorci e poi potremo rimetterci in moto. Che palle!
I viandanti intorno a noi passeggiano svogliati e fanno saltuarie visite al campo di pannocchie che si stende alla nostra destra. Lo scazzo regna sovrano. Mi immagino Jeepers Creepers che esce dal campo di pannocchie e fa strage di tutte le vetture davanti a noi, tranne la nostra, ovviamente.

Ore 8.10: ripartiamo, finalmente.

Ore 9.55: siamo a Sebes, e preleviamo dei Lei per fare GPL e per cacciarci qualcosa nello stomaco, prima o poi, in questa Romania.

Al confine, a Nadlac, abbiamo fatto GPL per evitare di avere troppi Lei avanzati.

Ore 14.25: ci apprestiamo a raggiungere la frontiera rumena. Speriamo di trovare una coda accettabile.

Ore 13.50: dopo soli 20 minuti di coda, siamo rientrati in Ungheria, cambiando di conseguenza il fuso orario.

Ore 15.50: sull’autostrada per BudaPest, altro grave incidente con un furgone sventrato tra le due carreggiate ed il conducente ancora gravemente ferito a lato della strada. Minchiazza!

Ore 17.50: in Ungheria hanno dei cartelli stradali splendidi. Andare a vedere www.renault.hu per credere.

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5 agosto 2004
ESTATE 2004 - GIORNO 5

giorno precedente  giorno successivo
Abbiamo dormito a Brasov e ora siamo alla volta di Bran, ove troveremo il mitico castelul.
In teoria avremmo potuto visitare anche Brasov, ma visti i giri da fare abbiamo preferito puntare quanto prima al Castelul. Poi, rotta verso Bucuresti.

Ore 10.10: visitammo il castello di Bran: veramente incantevole. Angusto e ben tenuto, con tutti i pavimenti ancora in legno, e tanti turisti. Veramente tanti turisti. E di conseguenza, tanti banchetti che vendevano gadget e ammennicoli vari.
Fatte foto a iosa, ora siamo sulla strada per Pitesti, e da lì a Bucuresti.

Ore 17.15: stiamo tornando a Brasov dopo aver visto Bucuresti. Non è che fosse poi un granchè, a parte il palazzone gigantesco del Parlamento (ex palagio di Ceausescu).
Perfino le cartoline erano impossibili da trovare: nè in stazione, nè in qualunque altro posto. In stazione sono perfino stato abbordato da una tipica truffatrice che mi proponeva il cambio di valuta, ma ho dovuto far orecchie da mercante. Ora siamo su per la strada che attraversa i Carpatii, in coda dietro dei camion lentissimi. Sono un poco diminuiti i cani spiaccicati a lato della strada, veramente numerosi attorno a Bucuresti. Venendo via dalla capitale abbiamo pranzato in un maffo McDonald lungo la via, subito prima di rifocillare anche il serbatoio di GPL. Che altro posso aggiungere adesso? Se tutto va bene, domani lasceremo la Romania e torneremo verso Buda/Pest, per poi raggiungere Cracovia. Abbiamo appena incrociato un treno ove c’era un tipo affacciato che masticava godurioso. Edy Spedition Cocacola: è quello che c’è scritto sul culo del camion davanti a me. Note di basso in sottofondo dall’autoradio. Mirko che dice “flows of consciousness”. Brapt. Tanti cani ancora vivi a lato della strada. Mirko dice “cano, tanto cano” e subito dopo “coglione”, relativamente ad un furgone che ha appena effettuato un sorpasso paura. I sorpassi in effetti in queste lande, soprattutto rumene, sono da ritiro immediato della patente, a te che li fai e a tutti i tuoi familiari. Aunz.

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4 agosto 2004
ESTATE 2004 - GIORNO 4

giorno precedente  giorno successivo
L’hotel a 3 stelle (rumene) in cui abbiamo dormito ci ha fatto sentire dei veri pappa.

Ore 14.30: abbiamo visitato la cittadina di Sibiu dopo averne cercato il centro storico per una buona mezz’ora. Le indicazioni stradali scarseggiano assai. La nostra poca fiducia nei villici ci ha indotto a lasciare la vettura praticamente in mezzo al centro, dove abbiamo anche mangiato un’ottima pizza.
Ora siamo alla volta di Sighisoara, e alla ricerca lungo la via di u distributore di GPL.

Ore 17.10: stiamo andando verso Brasov dopo aver visitato la città natale di Vlad: Sighisoara. Veramente stupendo e affascinante il cimitero immerso nel verde lussureggiante, raggiungibile dopo una scalinata in legno da 176 gradini, al coperto.
Il centro è veramente pittoresco, e per la prima volta abbiamo respirato l’atmosfera transilvana, anche se il posto è molto turistico (forse il primo così turistico che vediamo in Romania).

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3 agosto 2004
ESTATE 2004 - GIORNO 3

giorno precedente  giorno successivo
Splendido! Abbiamo trovato un distributore di LPG a Bratislava, senza neanche girare troppo! Il posto sembra una vecchia fabbrica semi abbandonata...
Bratislava: ci siamo arrivati alle 17 di ieri circa, e dopo un’ora passata a cercare una sistemazione per la notte siamo finiti in una pensioncina, da Vilo, dove abbiamo speso relativamente poco. Siamo quindi andati a girare per la città, visitando il castello che domina l’intera Bratislava ed il cento storico, che è stato rimesso tutto a nuovo. Colti dalla fame e dalla sete, alle 20 abbiamo cenato e ci siamo bevuti una birretta nelle “vie della moda”, spendendo 1 € per una media chiara a 10° (slovacchi, però, i gradi!).

La camera per la notte di ieri costava circa 47 €, ma per problemi di resto abbiamo barattato la parte mancante in ottima birra slovacca a 10/12° slovacchi. A proposito delle slovacche...
Oggi invece ci siamo visitati Budapest, lasciando la macchina in un parcheggetto proprio davanti al ponte delle catene. Da lì, siamo saliti al Castello Regale con un’ottima funicolare monocavo, e da lì abbiamo goduto della superba veduta su Pest (perchè noi eravamo a Buda, che è la parte alta) e sul Duna (il Danubio).
Buda/Pest è una cittadina alquanto europea, in quanto i prezzi sono più vicini ai nostri standard rispetto a quelli di Bratislava. A tal proposito, la qualità della fauna locale è di poco inferiore a quella della capitale sloVacca...

Ore 15.55: siamo in autostrada con la nostra fidata vignette, alla volta della Romania. Speriamo bene.

Un’ora e 10 minuti di coda alla frontiera, e l’italiano medio incontra un transilvano con macchina targata TO con cui si mette a parlare e a farsi dare consigli di vita.

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2 agosto 2004
ESTATE 2004 - GIORNO 2

giorno precedente  giorno successivo
Partenza dal Trentino, ore 8.30. Nel pomeriggio di ieri siamo passati a salutare la mia dolce metà, e ora siamo di nuovo in viaggio.
Da appuntare, nella giornata di ieri, c’è la visita ad un ottimo castello locale, con tanto di pianoforte incustodito, e la salita fino ad Anterselva. Per cena siamo andati in un ristorante edificato in una vecchia malga, ove abbiamo assaggiato degli squisiti gulasch con prelibati canederli pucciati dentro.
Ora siamo in macchina lungo gli ultimi km italiani, e Mirko è convinto di essere a Taladega, o Monza; stiamo cercando un ufficio postale aperto, ma non sembra essercene manco uno. Eiengià!
Hey! A Dobbiaco abbiamo trovato un GPL!

Ore 10.20: superata macchina (Honda Jazz) genovese di Lavagna, tra Lienz e Spittal.

Ore 11.20: comprata vignette per poter usufruire delle autostrade asburgiche per 10 giorni. A Spittal ci siamo stancati di viaggiare per statali e ci siamo immessi quindi in autostrada, alla volta di Wien, rinunciando così a passare in Slovenia, ma pensando di accelerare un poco i tempi.

Ore 12.05: in questo preciso istante siamo in una galleria futuristica (minchia che luce: ne siamo appena usciti) con lucine ovunque. Il traffico scorre scorrevole, sotto un malato sole austriaco. Si vede che abbiamo lasciato la “terra do sole”, il Bel Paese che però continuiamo a portarci nel cuore. Mancano 303 km a Wien. La fame comincia a farsi sentire.

Ore 15.30: dopo aver pranzato al Burger King, continuiamo a percorrere km in autostrada, verso Wien. Abbiamo deciso di provare ad andare a Bratislava (in Slovacchia) piuttosto che a Budapest (in Ungheria). Poi chissà.

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1 agosto 2004
ESTATE 2004 - GIORNO 1

giorno precedente  giorno successivo
Il viaggio è iniziato da poco meno di un’ora e ci stiamo depurando lo spirito con buona musica e gli ultimi discorsi di lavoro in questo viaggio. Parliamo e sparliamo. Sparliamo e parliamo. Parliamo e sparliamo talmente tanto che smetto quasi di scrivere, e ci troviamo a Parma in meno di un soffio.
È pazzesco come i milanesi in viaggio riescano ad intasare qualunque strada, ovunque essa porti. Brutti. Siete brutti.

Ore 12.00: siamo entrati in Trentino e Mirko ha appena visto la prima parola in lingua germanica. Ha urlato.

Ore 12.50: la coda in autostrada è più lunga della guerra dei 30 anni (qua a fianco suggeriscono paragoni differenti e più scurrili... decisamente più scurrili... anche se a onor del vero non posso parlare, non conoscendo affatto il diametro dei suoi coglioni). La coda continua. Vrost. Brazz.

Area di sosta: Paganella Est.

Ottimo il pranzo on the road. Mirko continua a parlare tedesco. Lo ucciderò con i miei gas intestinali.
Mantova Nord ha il casello numero 666.

Ore 14.15: uscita casello Bressanone.

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