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Daniele Assereto
Daniele
Assereto


 
7 Agosto 2004
ESTATE 2004 - GIORNO 7

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Dopo circa 12 ore di viaggio e molteplici km, siamo approdati a Zvolen, dove abbiamo passato la notte.
Cavoli, una media costa circa 0,50 €!!!

Rubrica “laviamoci le uegie”.
Mirko: digli a quel ciccione di mangiare meno sennò poi si sente male.
Pazua: si.
Mirko: ma “si” cosa?
Pazua: non hai detto “qui da mangiare ci sono delle cose mica male”?
Mirko: uaz!
Pazua: uaz!

Ore 18.05: abbiamo appena trovato una sistemazione per la notte in una cittadina vicino ad Oswiecim, presso una stazione di servizio. Vi stanno festeggiando un matrimonio, addirittura!
Siamo arrivati a Krakow alle 12 circa, e dopo aver pranzato in un Pizza Hut abbiamo girato l’incantevole centro storico, il castello reale che domina la città, ed il quartiere ebraico, in ordine rigorosamente inverso. La città si presenta in ottimo stato e si respira veramente la storia camminando per le sue vie, con i palazzi antichi perfettamente tenuti e la strade magnificamente lastricate.
Oggi abbiamo cercato un posto per dormire un poco prima, per riposarci (e scrivere due cartoline in giro...). Anzi, quasi quasi mollo qua il diario, che sto scrivendo per la prima volta in albergo, e vado a scrivere le cartoline.

Ore 20.30: abbiamo cenato in camera, penso per non disturbare lo svolgersi del pranzo/cena matrimoniale, e ora ci stiamo per abbioccare soddisfatti. Io ho mangiato delle schifosissime cosa all’amarena che sembravano ravioli ripieni. Per fortuna la cameriera che ci ha portato la cena in camera era incantevole, anche se non capiva una sola parola di inglese.
La luce sta venendo via, e fatico quasi a leggere queste righe mentre le sto scrivendo, ma è bello lo stesso. È bello pensare di essere in un paese straniero. È bello pensare che qualcuno, un giorno, leggerà forse queste pagine ed avrà le mie impressioni di questo viaggio estivo che come i due precedenti mi ha cambiato un poco il modo di vedere il mondo.

Ho visto il vento dell’est
e mi sono avvicinato al suo richiamo
per scoprire una volta di più
le mie radici e le mie speranze,
i miei pensieri e le mie
illusioni.
Volgete lo sguardo ad est
e non vedrete soltanto il sorgere del sole
ma anche la nascita di nuove idee
che già albergano in voi
ma non pensavate di avere,
non credevate esistessero.
Muovete i vostri primi passi
verso est
e vedrete il sorgere di un nuovo sole
che porterà con sè
tutto il sapore rinchiuso
nei sogni di un vecchio malato di vita
che non si vuole arrendere
all’ineluttabilità dell’essere.

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