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Daniele Assereto
Daniele
Assereto


 
Ottobre 2006

31 ottobre 2006
STRIP 319

833

Maggiori informazioni (non su Halloween, eh): www.festivalscienza.it.

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30 ottobre 2006
STRIP 318

832

Riprendiamo la narrazione...

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29 ottobre 2006
ANNIVERSARIO

Un anno fa sono morto.
Un anno fa sono morto, e sono andato incontro alle conseguenze che nessuno vorrebbe rincorrere ma a cui pochi sfortunati si trovano di fronte quando la sorte volta loro le spalle.
Un anno fa sono morto e ho incontrato la consapevolezza di ciò che sono e quello che avrei rischiato di divenire, negli anni, se non fossi stato fermato in tempo da un destino beffardo ed un guard-rail bastardo.
Un anno fa sono morto e ho riso di me stesso, della mia vuota vita fino a quel giorno, e di tutto il dolore che sono riuscito a provare nel bianco di una luce destinata a spegnersi.
Un anno fa sono morto e risorto, ed ora sono ancora qui a brindare alla vita. Salute.

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29 ottobre 2006
STRIP 317

831

Alle 3.30 del mattino, ho visto la Grande Falce Nera...

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28 ottobre 2006
STRIP 316

830

Proseguiamo nella narrazione...

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27 ottobre 2006
STRIP 315

829

"Questo è acido muriatico, brutto mostro!"

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26 ottobre 2006
FRAMERS + NIGHT TRAIN @ LITTLE ITALY, 25/10/2006

Ci sono costanti che sono presenti in ogni concerto. Ci sono costanti che ogni musicista saprebbe ripetervi a memoria, citando a caso da una qualunque esibizione nella sua lunga o breve carriera. Ci sono costanti di cui addirittura tutti gli spettatori sono consapevoli, anche se magari non se ne sono mai resi conto.

Il gestore del locale ha sempre paura che si faccia troppo casino. Abbassa i volumi, controlla una volta, due volte, dieci volte la batteria. Guarda male gli amplificatori. Ricontrolla la batteria. Diminuisce il numero dei tom. Abbassa i volumi. Poi, finalmente, si allontana sorridendo.
I musicisti, poi, iniziano sempre a suonare in ritardo cronico, nonostante avessero avvisato tutti che "ti giuro, iniziamo a suonare alle ventidue spaccate. Se ce la fai, magari, cerca di arrivare anche un po' prima". E' risaputo che fino alle ventidue meno un minuto, durante la settimana, il locale sarà ancora vuoto. Desolato. Praticamente spoglio. Vi aspettereste quasi di vedervi rotolare quei vecchi cespugli di rovi che erano presenti in tutti i film western di John Ford e Sergio Leone. Ma siete nel centro di Genova, accidenti, non in un deserto messicano. Ed allora, è più che normale che i tempi si dilatano, come a dimostrare che Einstein in fondo non era un cretino ed il tempo sembra veramente relativo, sotto certi aspetti.
Gli avventori, infine, sono sempre in gran parte amici dei musicisti. Questo, ovviamente, nel caso di gruppi agli esordi o che comunque si esibiscono in un piccolo club. Ora, c'è anche da dire che più il gruppo diventa famoso ed importante e più la gente farà a gara per poter dire di essere loro amico, ma questa è un'altra storia. Quando un gruppo è agli esordi, periodo variabile che normalmente dura un numero imprecisato di anni, ha sempre un gruppetto di amici fidati che segue con costanza quasi tutte le date. Ma il bello, ed il tragico al tempo stesso, non sono le presenze fisse. Sono quelle variabili. I personaggi inaspettati che rendono unico un concerto, nella memoria di chi era presente per ascoltare e chi per suonare.

Il 25 ottobre 2006, al Little Italy c'è stata una summa di tutto quanto ho descritto finora. Si esibivano i Framers ed i Night Train, tanto per cominciare.

Avevo già avuto occasione di sentire i Framers durante una serata di Inferno al LogoLoco, e devo dire che hanno confermato la più che buona impressione che già mi avevano fatto. Melodie intriganti, mai banali, ricercate al punto giusto. Influenze progressive incanalate in un rock sporco e cattivo, ma allo stesso tempo rassicurante e benevolo. Ottimo l'utilizzo del doppio cantato maschile/femminile, ed una buona sezione ritmica a sorreggere l'intera struttura. Unico appunto, ma che in effetti non è un difetto vero e proprio, è l'assenza di ritornelli che restino immediatamente nel cervello di chi ascolta. Ma in fondo, non stiamo parlando di un gruppo da classifica, o perlomeno è l'impressione che mi hanno fatto. Quindi, aspetterò che le canzoni mi restino in testa dopo aver avuto l'occasione di risentirle qualche altra volta. Dal vivo, ovviamente.

I Night Train, invece, sono un gruppo cover. Fermi. Uccidete immediatamente quello che state pensando. Tornate indietro e fatemi finire il paragrafo. I Night Train, dicevo, sono un gruppo cover. Di quelli che ce ne sono un migliaio in giro. Si inizia a suonare una canzone perchè piace suonarla, si trovano degli amici, e si inizia ad andare a proporle in giro. Esatto. Funziona così. Ma i Night Train, in più, hanno una voce. Una voce che riesce a convincere in tutte le sue sfumature, passando da inni dei Guns 'n' Roses a melodie dei Guano Apes, Iron Maiden, Helloween, Metallica, Europe e Anastacia. Si, ho detto proprio Anastacia. Una voce che incanta e strega, una voce che a mio modesto parere meriterebbe di uscire dalla presenza in un semplice gruppo cover. Gruppo cover che magari ogni tanto pecca anche di qualche piccola imprecisione musicale, ma è reso unico proprio da quella voce.

Ci sono costanti, dicevo, che sono presenti in ogni concerto. Costanti che si sono ripetute e si ripeteranno all'infinito. Sono i concerti stessi, invece, ad essere variabili, e è per loro che vale la pena continuare ad imbattersi nelle stesse costanti. Per loro, e per i gruppi che continuano a suonare in questa città che, potete dire o pensare quello che volete, è una vera miniera di talenti musicali. Bisogna solo uscire e cercarli.

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26 ottobre 2006
STRIP 314

828

E' lui! E' arrivato! Ia! Cthulhu fhtagn! Ia! Ia!

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25 ottobre 2006
BANANO TSUNAMI

Non fatevi spaventare dal nome. Il Banano Tsunami è un ottimo locale estivo, nel centro esatto del Porto Antico di Genova. A due passi dalla sfera di Renzo Piano, di fianco all'Acquario, dietro il Bigo e davanti ai Magazzini del Cotone, è impossibile non trovarlo. E vi consiglio quindi di provarci, in effetti, visto che ne vale davvero la pena.

Comincio con il dire che ha una forma strana. Anzitutto, bisogna dire che è un quasi completamente all'aperto. Ed è per questo che l'ho definito come un locale estivo: d'inverno farebbe troppo freddo per poterne gioire a sufficienza e, si sa, il genovese medio è un tipo abbastanza freddoloso. Quando si tratta di aprire il portafoglio, poi, le dita si raggrinziscono anche troppo, visti i prezzi che si trovano in giro ultimamente. Ma sto divagando, perdonatemi.
Ha una forma strana, dicevo: è dotato di ben due banconi bar, di cui uno è all'aperto ed uno al chiuso. Entrambi sono abbastanza piccoli e difficili da raggiungere nel corso di una singola serata, soprattutto quando il locale si inizia a riempire e anche soltanto riuscire a muoversi di cinque metri diventa un'impresa degna delle antiche olimpiadi greco-romane.
E' ovviamente fornito di tavolini e sedie, ma il bello del Banano Tsunami è invece vagarvi dentro e ammirare tutte quelle bellezze che lo circondano. Non ci credete? Fate bene, perchè sto mentendo. In realtà, se riuscite a far vostro un tavolino vi conviene tenervelo ben stretto, come se fosse il vostro miglior amico, perchè dopo una certa ora diventerà merce rara ed invidiata da tutti i presenti, che inizieranno quindi a guardarvi sorseggiare il vostro cocktail con un'invidia tangibile e maligna.

Capita poi, ma neanche troppo di rado in effetti, che il locale ospiti anche delle serate musicali. Il Banano Tsunami è infatti dotato di un'area adibita a palco, dove è possibile quindi ascoltare i gruppi che puntualmente vi suonano, in un atmosfera di raccoglimento tale che potresti quasi non renderti conto che il palco è praticamente inesistente. Ma forse è proprio questo il bello. E ne è la prova il fatto che vi si tengano rassegne quali Lorca, o che musicisti del calibro di Andy dei BluVertigo passino a suonarvi quando soffia il vento giusto.

In effetti, potrei concludere che il Banano Tsunami non è un locale schiettamente genovese. Ha molte più caratteristiche tipiche di città più operose e nordiche, e si vede subito che è diverso da tutti gli altri. Ed è proprio questa, la sua forza. D'estate è un punto di riferimento, un faro nella notte. D'altra parte, visto dove si trova, sarebbe difficile se non lo fosse veramente...

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25 ottobre 2006
STRIP 313

827

Voi non lo sentite? Arriva da lontano... flap... flap flap...

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24 ottobre 2006
STRIP 312

826

Sento un rumore d'ali nell'aria...

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23 ottobre 2006
STRIP 311

825

Boa! Boa! Boa!

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22 ottobre 2006
STRIP 310

824

A ciascuno, le sue conseguenze...

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21 ottobre 2006
STRIP 309

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Quasi arrivati al giro di boa...

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20 ottobre 2006
STRIP 308

822

E con questa, siamo a dieci [su 24]...

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19 ottobre 2006
STRIP 307

821

Piccola pausa nella narrazione tritemica, per un piccolo tributo a "Il diavolo veste Prada".
E visto che siamo in tema luciferino ne approfitto per ricordarvi che oggi, come tutti i giovedì, c'è Inferno.

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18 ottobre 2006
LA CITTÀ VECCHIA

Nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi, esistono luoghi nascosti. Ne scoprirai l'esistenza, se t'inoltrerai lungo le calate dei vecchi moli. Ed in quell'aria spessa, carica di sale, gonfia di odori, il tuo spirito verrà rapito da aromi spirituali di cui non sospettavi nemmeno l'esistenza, e che oramai vengono narrati soltanto in poche, sparute canzoni, ricordate in punto di morte da vecchi assetati di tradizioni oramai svanite nel tempo.

La Città Vecchia è uno di questi luoghi. Ad una prima impressione potrebbe sembrare soltanto - soltanto? - un piccolo e fragile santuario eretto in memoria di quell'artista incredibile che fu Fabrizio De Andrè. Un artista di cui Genova è ancora fiera di aver dato i natali, ma di cui un po' si vergogna per esserselo lasciato sfuggire negli ultimi anni di vita. Ed ancora adesso non gli sono ancora stati tributati i necessari onori a Genova, al punto che la fondazione De Andrè non ha sede tra le mura della nostra città ma nella ben più distante Siena. Ma non permettetemi di divagare.

La Città Vecchia, dicevo, vi accoglierà con un calore umano che difficilmente troverete in altri locali. I gestori cercheranno di conoscervi, di diventare vostri amici, ma senza forzarvi la mano. Con una discrezione ed una gentilezza che vi commuoverà e vi spiazzerà. Vi accorgerete quindi che inizierete a vederli non come dei semplici gestori di uno dei tanti locali che frequentate, ma come dei veri e propri conoscenti da cui tornare anche solo per un saluto veloce, per due parole in simpatia, per un bicchiere di buon vino. Per la compagnia.

La Città Vecchia è un locale curato nei più minimi dettagli, come farete presto ad accorgervi lasciando vagare lo sguardo intorno a voi, lasciando che si sposti dalle bottiglie esposte sugli infiniti scaffali alle reti da pesca che vi osservano orgogliose dall'alto, dalle luci accuratamente studiate per risaltare questo o quel dettaglio agli aromi che vi coglieranno non appena varcherete quella soglia incantata. Sull'uscio, poi, troverete ad accogliervi un indovinello che, se sarete in grado di risolvere, vi farà guadagnare una bevuta gratis in compagnia del proprietario. Se non vi riuscirete, potrete comunque sfamarvi con ottimi taglieri preparati con cura da mani capaci e dissetarvi con ottimi vini, birre dai sapori antichi e spillate senza strani artifici del ventunesimo secolo, o raffinate scelte dei più differenti rhum. A voi la scelta.

La Città Vecchia è anche, oltre a tutto questo, una meta prediletta da molti musicisti e cantautori genovesi, che adorano lì riunirsi e ritrovarsi per una bevuta ad inizio o fine serata. Se sarete fortunati, diverrete spettatori di concerti completamente improvvisati o minimamente programmati, spettatori di improvvise unioni di anime sonore che meritano quell'angolo di paradiso musicale che la fortuna ha voluto che si formasse tra i vicoli di Genova. Se sarete fortunati, assisterete alla nascita o alla conferma del talento di musicisti che magari non conoscete, ma di cui i vostri spiriti si innamoreranno immediatamente e perdutamente. E tutto questo, sempre in quel clima familiare che vi porterà probabilmente a conoscere gli stessi musicisti, a parlare con loro di chissà cosa. Chissà quando. Chissà perchè. E' solo il chissà dove, che già conoscete. Il resto, come si suol dire, spetta solo a voi.

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18 ottobre 2006
STRIP 306

820

Che faticaccia DISEGNARE anche gli sfondi... :-)

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17 ottobre 2006
MADELEINE CAFÈ

Cos'è una ragnatela? Un indice di disordine e noncuranza, un sentore di trasandatezza, un nido oscuro. Un fastidio da far sparire. Un appiccicoso fardello. Un angolo buio da celare nel più profondo della nostra calda dimora. Un nemico da estirpare, in poche parole. Oppure no.

Oppure, più semplicemente, una strana ed affascinante casa, dalle strane pareti e dai tetri abitanti. Un luogo per pochi, un luogo dove trovare riposo, un luogo dove non si deve più fingere di essere quelle brave persone che non siamo, con le maschere di tutti i giorni malamente indossiamo con fatica. Un luogo dove rifugiarsi.

Il Madeleine Cafè, con i suoi quadri alle pareti dall'indubbio gusto artistico e i gestori gentili ma non eccessivamente cordiali, con le sue stanze asimmetricamente distribuite nel pieno del centro storico di Genova (ma in quei vicoli che non sono ancora stati presi di mira dalla pulizia e dalla massificazione ristrutturatrice), è una perfetta sintesi di quello che intendo per "ragnatela". Provate ad entrarvi, ed a volgere lo sguardo intorno. Provate a cercare di ordinare da bere, comodamente seduti al vostro tavolo. Provate a voler assistere ad un concerto che inizia alle ventidue. Difficilmente vi tornerete.

Quello che si parerà davanti ai vostri occhi non è il locale ordinato che vi aspettate, ma un opprimente antro che ha veramente poco di familiare. E la velocità non è decisamente un pregio del locale, così come la puntualità negli eventi. Ma se non vi soffermerete alle apparenze, potreste scoprire che i proprietari sono giusto fuori dall'uscio che parlano allegramente con i musicisti, ed è per questo che stanno facendo tardi. Potreste scoprire che sempre fuori dall'uscio c'è uno strano nugolo di persone che ora parlano, ora bevono, ora rientrano dentro e ancora riescono fuori. Potreste scoprire che un locale non è soltanto lo spazio all'interno delle sue strette mura, ma anche l'atmosfera di contorno che vi aleggia ad ogni respiro. Ed allora, se riuscirete a resistere all'impatto della prima serata e vi tornerete una seconda volta, e poi una terza, e poi ancora, inizierete a sentire una strana sensazione tutte le sere che le sue spire vi avvolgeranno. Non farete più caso al fatto che il palco dove suonano i gruppi sia uno dei più piccoli che esistano a Genova, o che la stessa sala sia angusta, schiacciata e quasi opprimente. Non farete caso ai servizi accessibili quasi solamente tramite contorsioni degne del miglior funambolo circense. Vi sarete oramai fatti affascinare da quel lato oscuro che dimora dentro di voi e che avete sempre paura di mostrare, perchè non verrebbe capito dalla massa.

Ma la massa, qui, non c'entra. O se c'entra, non ritorna. O se torna, sbaglia. Il Madeleine Cafè è il locale giusto per non sbagliare. E' il locale per voi, dannate anime perse.

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17 ottobre 2006
STRIP 305

819

La trama si sta per infittire...?

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16 ottobre 2006
STRIP 304

818

Storie di vita vissuta...

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15 ottobre 2006
STRIP 303

817

State controllando che non ci siano errori, vero?

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14 ottobre 2006
STRIP 302

816

L'entrata di un nuovo personaggio.
E continuiamo le lezioni di storia... tutto chiaro, finora?

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13 ottobre 2006
STRIP 301

815

Auguri a Control Denied! :-)
E per maggiori informazioni, come al solito, seguite il LINK.

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12 ottobre 2006
STRIP 300

814

Meno uno al trecento...

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11 ottobre 2006
NUOVO INIZIO

È sempre difficile iniziare a scrivere su di un taccuino vuoto. Scegliere le parole migliori, decidere quale impronta dare a tutto quello che seguirà, se seguirà qualcosa, prima o poi. Possono venire in mente tante frasi fatte o pronte, così come nessuna. O tutte e due le cose contemporaneamente. Chissà.
È sempre difficile iniziare a parlare con uno sconosciuto, e quale sconosciuto potrebbe essere più critico, nei vostri confronti, di un foglio bianco? Forse la vostra stessa anima, e la coscienza con lei. Quella medesima coscienza che vi ha spinto a prendere una penna e a scrivere. Scrivere. Scrivere.

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11 ottobre 2006
STRIP 299

813

State capendo tutto, nevvero?

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10 ottobre 2006
STRIP 298

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Cominciamo le lezioni...

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9 ottobre 2006
STRIP 297

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Sui bicchieri però c'ho scritto i nomi... gggiuro!

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8 ottobre 2006
STRIP 296

810

Inizia oggi un'avventura che durerà 24 strisce. Magari non consecutive, ma è una storia in 24 puntate. Titolo: 24 hour italy comic.

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7 ottobre 2006
STRIP 295

809

Questa, perchè lo so che state pensando tutti la stessa cosa. Pfui. Per saperne di più, comunque: 24HIC

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6 ottobre 2006
STRIP 294

808

Una grazie enorme a Luca Signorelli... siamo ancora tutti figli tuoi!

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5 ottobre 2006
STRIP 293

807

Meglio regnare all'INFERNO che servire in paradiso...

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4 ottobre 2006
STRIP 292

806

L'ispirazione è venuta da una canzone dei Sybil...

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3 ottobre 2006
STRIP 291

805

Rido da solo, come un cretino...

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2 ottobre 2006
STRIP 290

804

Lo so, lo so... è che avevo poche idee...

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1 ottobre 2006
STRIP 289

803

L'ultima cena. Questa si.

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