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Daniele Assereto
Daniele
Assereto


 
1 Aprile 2007
FUTURO

Il tempo avanza inesorabilmente. Avanza sempre e comunque, come una gru senza freni in una strada affollata, destinata a travolgere chiunque si trovi sul suo cammino. Ed è impossibile non trovarsi sul suo cammino. Decisamente impossibile. Tutto questo, Lui lo sapeva benissimo.
A volte, nel mezzo della notte o mentre sorseggiava un caffè al bar, gli veniva da chiedersi come avrebbe vissuto in un mondo in cui il tempo fosse andato avanti, invece che indietro. A volte si chiedeva come avrebbe reagito l’umanità intera se fosse stata in grado di progredire, invece di regredire come succedeva allora. Come era sempre successo, come sarebbe successo per sempre.
Il 2027 stava volgendo al termine, e tra pochi mesi sarebbero entrati direttamente alla fine del 2026. Avrebbero dovuto abbandonare una parte di tutte quelle comodità a cui erano stati abituati dalla nascita, semplicemente perché non le avrebbero più avute davanti a loro, non sarebbero più state in commercio, non ne avrebbero nemmeno più serbato il ricordo del funzionamento. L’unico frammento che sarebbe rimasta loro di tutto quanto, sarebbe stata la sensazione di aver perso qualcosa di importante, qualcosa di unico, qualcosa di vitale ma che non avrebbero più conservato se non in qualche angolo recondito della loro memoria.
Lui era solito porsi domande del genere. Che senso avrebbe avuto la vita, nascendo giovani e privi di esperienze, per poi colmarle nel corso degli anni? Era un pensiero troppo strano e fumoso, per potervi ragionare apertamente e liberamente. Lui sapeva che si nasceva già con tutta l’esperienza a cui si era destinati, esperienza che poco per volta diminuiva mentre si diventava giovani, fino a sparire del tutto in quel lampo bianco che tutti temevano e che era la nascita. E forse era proprio per questo che il progresso era destinato a diminuire: per il semplice fatto che anche le esperienze tendevano a scomparire con gli anni, mese dopo mese, minuto dopo minuto.
Tra qualche tempo avrebbe detto addio ai veicoli aerei che gli consentivano di spostarsi agevolmente da una parte all’altra del continente in cui viveva, e che cominciava a stargli stretto. Tra qualche tempo avrebbe detto addio a gran parte di quei computer che gli regolavano la vita rendendola talmente facile da rasentare la noia. Tra qualche tempo non sarebbe stato nemmeno più sposato con Lei, e questo era il pensiero che più gli spezzava il cuore.
Cosa sarebbe stata la sua vita tra qualche anno? Cosa ne sarebbe stato di Lui, quando tutti i ricordi avrebbero iniziato a lasciare il posto a quell’inconsapevolezza e quella spensieratezza che non erano altro che le prime avvisaglie della nascita? Non lo poteva sapere. Così come non sapeva come il mondo si sarebbe comportato senza l’appoggio della tecnologia che aveva scandito gli anni fino ad allora, tecnologia che nei prossimi 30 sarebbe quasi sicuramente scomparsa del tutto. Nel volgere di pochissimo tempo, aveva come la convinzione che tutte le regole morali che avevano governato il mondo sarebbero state capovolte e il mondo avrebbe rischiato di collassare su se stesso, privato di quelle certezze su cui non bisognerebbe mai fare troppo affidamento. Ma sono proprio quelle certezze su cui poggiano intere esistenze, e inesorabilmente sono sempre le prime a crollare. In un certo senso, era felice di non dover assistere ai successivi 100 anni.
Forse i profeti, in fondo, avevano ragione. Forse tornando indietro con gli anni la vita sarebbe migliorata, si sarebbe ripreso quel rapporto umano a cui non erano mai stati abituati e che spaventava chiunque. Forse lo stress di una vita sempre frenetica e veloce sarebbe diminuito. Forse. Ma sarebbero allo stesso tempo venute a mancare tutte quelle piccole cose a cui non voleva pensare. Non ora.
Ora, Lui era in preda ad un mal di testa di quelli epocali. Un cerchio gli stringeva i pensieri stessi e sapeva cosa avrebbe dovuto fare per farlo passare. Lo sapeva perché quelli che stava provando erano i chiari sintomi di un dopo-sbornia che ancora doveva esserci e che Lui avrebbe dovuto causare. Il mattino, fortunatamente, stava per volgere al termine. La sera, quindi, lo aspettava con tutte le sue promesse di divertimento in compagnia di vecchi amici e di qualcosa di più di una pinta di un qualche liquore di cui non avrebbe poi ricordato il nome.
Forse, in effetti, berci sopra era proprio la soluzione migliore.

[Commento lasciato da shun il 2 Aprile 2007]
Bello bello, ma... levalo subito!!! e rimettilo poi!! :)

[Commento lasciato da Pazuzu il 2 Aprile 2007]
Sisi

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