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Daniele Assereto
Daniele
Assereto


 
28 Aprile 2007
TALLINN - GIORNO SEI

Giallo.
Giallo è il colore dei fiori che predominano nei campi della Polonia. Giallo è il colore di certi biscotti tipici che oggi abbiamo acquistato prima di partire. Giallo è il colore del sole che ci ha accompagnato in tutti questi giorni, tranne la spruzzatina di pioggia sopra Praga dopo la prima notte, e che quindi è stato più che generoso con il nostro girovagare per l’Europa. Giallo è il colore di certe stradine che abbiamo percorso oggi così come sono segnate sulle mappe stradali.
Giallo.
Abbiamo impiegato quasi otto ore ad uscire dalla Polonia, prima di iniziare nuovamente ad usufruire delle velocità delle autostrade tedesche. Gli ultimi chilometri polacchi sono bastati a farci piacere ancora di più il paese, che tanto poco ci era piaciuto nel primo passaggio. Le strade in effetti sono più lente da percorrere, ma gradevoli come paesaggio per la loro varietà. I paesini alla fine nella parte nord sono molto più curati e colorati, e quindi meno noiosi alla vista. Certo, bisogna stare attenti ai camion che sfrecciano a velocità superiori ai limiti in percorsi che fanno venir voglia di stracciare la patente e cominciare ad andare solo a piedi, ma questo è un altro discorso.
Abbiamo pranzato in una specie di autogrill in un misero pezzo di autostrada polacca, e poi ancora in viaggio. Arrivati nel cerchio di autostrada intorno a Berlino abbiamo dovuto uscire per colpa di lavori o di un incidente, non l’abbiamo ancora capito perché le scritte erano poche ed in tedesco. Fatto sta, insomma, che l’autostrada era chiusa e siamo stati costretti a deviare e percorrere delle stradine secondarie che ci hanno permesso di vedere un po’ di Germania al di fuori dei soliti stradoni immensi.
A cosa stiamo puntando adesso? Alla Danimarca. Dobbiamo ancora decidere se provare ad arrivare fino in Svezia, ma un salto a Billund nel parco di Legoland non ce lo toglie nessuno. Lo so, ci sono già stato qualche anno fa con Mirko, ma non è affatto un buon motivo per non tornarci e vedere tutti quegli omini dalla testa di color giallo.
Giallo.
Ad Hamburg (ovviamente Amburgo, tradotto) siamo usciti momentaneamente dall’autostrada per instradarci correttamente, e siamo riusciti a fare ancora una settantina di chilometri in direzione nord, prima di uscire e cercarci un tetto per la notte. Totale odierno? Circa 1000 km. Non male, ma in effetti le strade tedesche aiutano non poco. Lavori e chiusure permettendo, ovviamente.
Abbiamo cenato in una kebab-eria e trovato quindi una sistemazione chiedendo informazione alla cameriera. La camera è un po’ spoglia per il prezzo che ci hanno chiesto, ma fa niente. Peccato solo per queste pareti un po’ cupe. Sarà colpa del fatto che hanno uno strano colorito giallo.
Giallo.

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