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Daniele Assereto
Daniele
Assereto


 
Giugno 2006

30 giugno 2006
STRIP 196

710

Verissimo. Contrappasso. Verissimo.

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29 giugno 2006
STRIP 195

709

Mosco è un genio. Veramente.

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28 giugno 2006
STRIP 194

708

Ciao, coscienza.

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27 giugno 2006
DALLA RUSSIA CON AMORE

Ci sono sere in cui hai talmente tante opportunità che non sai proprio che cosa fare. Incredibile, anche a Genova. Non sai cosa scegliere, dove andare, chi vedere. In quelle sere, inizi a pensare che non è giusto che proprio due giorni prima giravi da solo come un cane in Sottoripa, cercando con tutte le tue forze qualcosa che avrebbe potuto attirare la tua attenzione, qualcosa da fare, qualcosa da andare a vedere. E quando capitano le sere di “piena”, ahimè, inevitabilmente qualcosa va storto.
Sabato 26 giugno era una giornata affascinante. C’era il Crevarinvade, il Play Festival, gruppi suonavano a Villa Rossi, ai giardini Malinverni, c’era la Festa della Birra, e tanto altro ancora. E non avevo voglia di uscire.
Alla fine, trainato fuori casa da un gruppo di amici fidati, sono finito a pascolare nei vicoli, quegli stessi vicoli che osservo tutto l’anno e che mi tengono compagnia quando sono triste, quando sono felice, e anche quando sono medio. Sempre, insomma. Ho percorso via del Campo, con i suoi lastroni tutti dissimili e dissestati, e mi sono soffermato in piazza Banchi, un cantiere all’aperto in questo periodo dell’anno. Ho percorso via San Lorenzo e mi sono fermato davanti alla splendida cattedrale bicolore, con i suoi turisti sempre presenti tutti attorno manco avessero aperto un ostello lì davanti. Ed è stato allora che ho iniziato a sentire la musica. Ah, quella musica.
In piazza Matteotti c’era un palco. Enorme, come palco. E bello. Su quel palco, si stavano alternando due gruppi folk di chiare origini sovietiche, alternandosi a balli russi di danzatori in costume. Due gruppi composti da musicisti in splendida forma, circondati da strumenti tanto insoliti quanto ovviamente affascinanti. Le musiche che proponevano erano un misto di ballate tradizionali del loro paese, inframezzate con brani di repertorio di musica classica o moderna. Ho ascoltato il “Peer Gynt” di Grieg in mezzo ad una colonna sonora di “Pulp fiction”, con un contorno di Shubert alternato ad una evocativa “O sole mio”, con un pizzico di “We will rock you” e una spruzzata di “O surdato ‘nnamurato”. Il pubblico presente apprezzava lo spettacolo che si parava davanti ai suoi occhi e incalzava i musicisti a suon di applausi, incitando quel batterista che si alternava tra i suoi piatti ed uno strano xilofono, o le balalaike che vibravano in splendide armonizzazioni.
Entrambi i due gruppi provenivano da Ekaterinburg, sugli Urali, e riuscivano a trasmettere a storia del loro paese con quegli arrangiamenti moderni di canzoni tradizionali e non, come se fossero un’unica cosa, come se le origini di un paese potessero mescolarsi leggiadramente con tutto il repertorio musicale degli ultimi secoli senza risentirne affatto. La gente intorno a me ballava con loro, gioiva con loro, cantava con loro. Partecipava.
Sono rimasto talmente ipnotizzato da tutti quei suoni per quasi due ore, fino alla fine del concerto e delle danze, che quando hanno terminato l’esibizione mi sono sentito come svuotato. L’incanto era finito. Spezzato dal tempo. Perduto. All’improvviso ero di nuovo in quei vicoli di Genova che per un paio di ore mi erano sembrati lontani migliaia di chilometri, e non riuscivo ancora ad accettarlo.
La serata era finita, ma mi aveva lasciato qualcosa che mi terrà compagnia per tanto tempo. La magia di un sogno. La magia di una città lontana. La magia della Russia.

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27 giugno 2006
STRIP 193

707

Allegria. E' estate.

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26 giugno 2006
STRIP 192

706

Potere al metafumetto...

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25 giugno 2006
TAVOLO BIANCO

Un tavolo bianco. Liscio, senza nemmeno un graffio, o una leggera imprecisione sulla sua pallida superficie. Un tavolo bianco come un panno steso al sole da infinite ore, bianco come il manto uniforme di un gregge al pascolo su di un monte inaccessibile, bianco come la coscienza immacolata di un fanciullo non ancora martoriato dalle giornate negative della vita.
Un tavolo bianco.
Ecco come mi sento in questa serata di inizio estate, con le stelle sul capo a farmi da testimoni, e un giardino tutto intorno ad avvolgermi con le sue calde spire di indifferenza. Ecco come mi sento al volgere di queste ore che domani non sentirò nemmeno più mie, come se non le avessi mai vissute, come se non fossero mai esistite.
Mi sento vuoto, svuotato, fiacco e stanco, come se avessi riassunto in cinque centimetri tutto il cammino di una vita, tutto il sapere di un’esistenza, tutte le lacrime di un oceano. Mi sento morto, prosciugato. Mi sento estinto e abbandonato, solo e sotterrato. Dimenticato.
Come un tavolo bianco, nel mezzo del deserto di una città colma di spire d’acciaio e di speranze di serenità. Come un tavolo bianco nell’oscurità della notte rischiarata soltanto dai sottili sogni di tutti gli innamorati che si tengono per mano e si sussurrano a vicenda i segreti dell’universo.
Solitario, ma allo stesso tempo circondato da volti amici e rassicuranti. Solari e tenebrosi in un unico respiro, come una parola straniera pronunciata da labbra incerte delle loro potenzialità. Solitario, ma in pace con me stesso. Forse.
A quest’ora, in fondo, chi potrebbe smentirmi?

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25 giugno 2006
STRIP 191

705

Non è un caso che sia nato ESATTAMENTE 6 mesi prima (o dopo) il Natale... o no?
In ogni caso... grazie, Indiana Jones! E ancora auguri! :-)

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25 giugno 2006
ADMIRAL BACKBARENTS & SALINAS

Sono astemio.
Sono astemio e per sopravvivere alla noia di serate tutte uguali e fini a se stesse, esco in solitudine e vado alla ventura. Parto senza una meta precisa. Non so nemmeno io dove finirò. Qualche sera fa, per volere del fato, sono giunto al Madeleine. Il caldo scoppiava prepotente tra quelle mura schiacciate e compresse, e tutto attorno si respirava il nero più opprimente di un inizio estate che toglie il respiro. Era il 23 giugno, e credevo fosse già pieno agosto.
Devo combattere la noia, dicevo. E quella sera mi sono imbattuto negli Admiral Backbarents e i loro suoni grezzi e sporchi, mi sono imbattuto nella loro rabbia estroversa e nella passione che trasmettono nel suonare. Confesso, i primi brani che ho sentito mi hanno ricordato certi gruppetti punk alle prime armi che non sentivo dai tempi del liceo, quando andavo a sentire amici suonare per la prima volta il loro strumento alla bocciofila di Camogli. Ma dopo qualche pezzo, nota dopo nota, canzone dopo canzone, gli Admiral mi hanno dimostrato di essere superiori ai miei ricordi, e anche più preparati tecnicamente. Un trio che ricorderò per un po’, complice anche quella splendida salita sul palco. “Abbiamo pezzi per una trentina di minuti, e dobbiamo suonare per tre quarti d’ora. Beh, facciamo pausa.” Ed un demo nella mia tasca.
Il caldo continua. Esco dal locale per riprendere fiato, e far riposare la mente. Scambio due veloci parole con la luna che mi sorveglia da lontano, e rientro per ascoltare il prossimo gruppo. Ne avevo sempre sentito parlare, ma non avevo mai avuto l’occasione di sentirli dal vivo. I Salinas, intendo.
Una formazione curiosa. Due chitarre e una batteria, senza basso. Una precisione di suoni a dir poco spaventosa, e melodie che rimangono in testa dopo pochi secondi. Un gusto musicale che è difficile trovare in gruppi indie, se così possiamo restringere e catalogare i Salinas, autori di un concerto incantevole, e mai raffazzonato. Al termine della performance mi avvicino al cantante e gli chiedo il perché dell’assenza di uno strumento così importante per la sezione ritmica. “Vedi, noi componiamo i brani spontaneamente, e ci amalgamiamo automaticamente l’uno all’altro. Il giorno che troveremo un bassista che si incastrerà alla perfezione nel nostro modo di comporre e suonare, allora avremo un bassista”. Logico. E semplice.
Mi allontano all’una passata dal Madeleine con la certezza che la serata è finita, e la noia per una sera è stata sconfitta. I ricordi dei gruppi resteranno con me e mi accompagneranno per le notti a venire, qualora non riuscissi a sconfiggere quel male che mi porto dentro. Mi sono ritrovato a cantare le mie mura nel silenzio del caldo dell’anima, in assenza di quella consolazione che un bicchiere di vino può promettere dopo un sorso di sincerità.
Dopotutto, sono ancora astemio.
Bevo solo in occasioni particolari. Ai matrimoni, quando esco con gli amici, ai concerti. Può bastare.

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24 giugno 2006
STRIP 190

704

La redenzione?

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23 giugno 2006
STRIP 189

703

L'inizio della redenzione?
Chi ha detto INFERNO?

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22 giugno 2006
TI SEI NASCOSTO

Nasconditi dietro una mano. Nascondi dietro cinque dita tutta la tua paura di vivere, tutte le tue ansie e le tue incertezze. Nascondi dietro uno sguardo immaturo ed un sorriso celato tutta la tua arroganza e la tua supponenza, la tua lussuria e la mia noia.
Non sei ancora stanco di nasconderti dietro te stesso, di nascondere le tue più intime nuvole di gioventù passeggera dietro tutto quello che chiedi e non sarà mai esaurito?
Non sei ancora stanco di pregare quel dio codardo a cui hai voltato le spalle più di due secoli fa, quando eri una persona migliore, quando eri un individuo in mezzo alla folla e non un folle in mezzo agli individui?
Non sei ancora stanco di non essere ancora stanco? Percuotiti l’anima e scoprirai i pensieri del tuo dio codardo che ha provato a privarti del tuo paradiso, due secoli fa.
Non sei ancora stanco? Forse vuol dire che sei ancora vivo. O che vorresti esserlo. A te spetta la risposta. Ma non avere fretta.

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22 giugno 2006
STRIP 188

702

Rido da solo come uno stronzo... è grave?

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21 giugno 2006
STRIP 187

701

Benvenuta, estate...

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20 giugno 2006
STRIP 186

700

I festeggiamenti proseguono... come se servisse una scusa per brindare! :)

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19 giugno 2006
STRIP 185

699

Torniamo a citare... da "Tutti morimmo a stento".

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18 giugno 2006
STRIP 184

698

Scusate il ritardo per questa strissia... ma arrivare a casa alle 4 dopo una serata alla Città Vecchia ha un suo prezzo... :-)

CRI! Ancora complimenti!!!

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17 giugno 2006
STRIP 183

697

Auguri, CRI! :-)

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16 giugno 2006
STRIP 182

696

L'assurdo si fa provincia... O_o

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15 giugno 2006
INCANTO

Ho scoperto la differenza tra una scultura di marmo bianco ed il presente del mio spirito inquieto.
È un soffio, un breve sospiro di greve rammarico, sul candido viale dell’emozione perduta che dimentico al sorgere di ogni nuovo sole. È un respiro di diamante che nulla vale se privato del suo stesso alone di tristezza e inconsistenza. È un ricordo ormai sbiadito che svanisce nel nulla ad ogni colpo di scalpello della mano di dio sulle fragili vite di noi poveri umani destinati dalla nascita a rincorrere l’incanto.
È questa la differenza tra ciò che sono e quel che vorrei essere, tra quello che un bambino vede di me e quello che io credo di trasmettere. Non sono niente di tutto quello che vorrei, e poco di quello che posso fingere di essere. Sono una parte di quello che tutti vedono, e un’altra parte di ciò che non sarò mai. Sono tutto questo e molto di più, so di tutto questo e poco di meno, come se la certezza di conoscere ogni mio più profondo pensiero non possa essere altro che l’ennesimo soffio di quel dio che mi sta facendo navigare verso acque sconosciute e malsane nonostante tutte le mie paure e le mie ansie.
Credo di conoscermi, e di sapere anche quello che io stesso penso, dico, affermo, quando poi a rileggere le mie stesse parole ad un giorno di distanza sono convinto siano state vergate da qualcun altro, da una mano che non è la mia, da un brillare d’emozioni che non mi appartiene.
Io non sono un marmo bianco, e nemmeno mi dovrei illudere di poterlo o volerlo diventare. Io non sono una statua, ma solo il respiro di me stesso, e l’illusione di tutto quello che vorrei diventare. Io sono la paura di vivere, ed il terrore di sospirare. Io sono la vergogna, e vivo soltanto dei miei stessi incanti.
Lasciatemi a me.

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15 giugno 2006
STRIP 181

695

Siore e siori... il nuovo logo. Vabbè, quello che è...

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14 giugno 2006
STRIP 180

694

La dura realtà...

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13 giugno 2006
STRIP 179

693

...e finalmente, ecco svelato l'arcano!

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12 giugno 2006
STRIP 178

692

Fight fire with fire, ending is near!

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11 giugno 2006
STRIP 177

691

La resa dei conti più stupida che si ricordi...

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10 giugno 2006
STRIP 176

690

Che senso ha credere in qualcosa, se quando si muore si muore soli?

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9 giugno 2006
DE ANDRÈ E NON SOLO…

L’atmosfera nasce soffusa, e si respira nell’aria tutto l’incanto di un magico incontro di luci fatate.
No.
Prendi un dio e chiedi perdono. Chiedi perdono per tutto quello che hai commesso, ma soprattutto per quello che non hai fatto. Non c’eri, quella sera.
No.
Un abbraccio di note in grado di riscaldare l’anima, una voce che incanta con l’accompagnament...
Può andare.
Un abbraccio di note in grado di riscaldare l’anima, una voce che incanta con l’accompagnamento di una chitarra mai sopra le righe, sempre presente al fianco di quella voce fatata. Ieri sera, alla Città Vecchia, si sono esibiti Angela Moscato e Cristiano Angelini. Hanno presentato ad un locale stracolmo di persone la loro interpretazione di molte canzoni di Fabrizio De Andrè, orgoglio perenne della nostra Genova. Hanno presentato ad un locale stracolmo di anime assetate di poesia un grappolo di canzoni scelte non a caso dal vasto repertorio di rime e note genovesi che ci sono state lasciate in eredità.
Angela era emozionata, prima di iniziare ad intonare quelle canzoni. Angela era tesa, prima di dare il via alle danze con la sua voce. Ma è bastato prendere il microfono e lasciare che tutto il resto venisse da sé, per stregare completamente un locale che non avrebbe potuto chiedere altro, da lei. “Sidan capudan pascià” ha spezzato il silenzio, e non ha senso adesso cercare di ricordare ogni singola emozione, ogni singola nota, ogni singola parola di quella scaletta così particolare. “Le acciughe fanno il pallone” ha seguito con il suo incedere calmo, e poi i ricordi hanno iniziato a svanire, a farsi fumosi, colmi com’erano dall’incenso emotivo che si respirava nell’aria. Abbiamo cantato per “Sally”, ricordato “Fiume Sand Creek”, immaginato cosa succederebbe “Se ti tagliassero a pezzetti”, a me che mi sentivo “Il fannullone” della serata, e provavo ad intonare quella “Khorakhanè” tanto cara ai rom, o quella “Canzone di Marinella” mezza in italiano e mezza in francese. Abbiamo cantato con Angela e immaginato di suonare con Cristiano. Eravamo come un’unica persona, ieri sera.
E quando, verso la fine, ci è stata regalata “Carlo Martello”, non abbiamo più trovato nemmeno le parole per esprimere un sorriso. Era come se un incantesimo ci avesse racchiuso in uno scrigno di rose e deciso di cullarci fino al mattino. Non chiedevamo altro. Non avremmo mai pensato di desiderare niente di più.
Ma come tutte le favole, anche quell’incanto era destinato a finire, e così è stato. Angela si è accomiatata dal suo pubblico con “La canzone dei vecchi amanti” di Jacques Brel, e il silenzio è tornato tutto intorno a noi. Fino alla prossima esibizione, ovviamente.
Ma se proprio non sarete in grado di resistere all’attesa di un prossimo concerto, potete sempre provare a passare alla Città Vecchia, in un giorno qualunque. Chissà che non vi capiti di trovare Angela e Cristiano seduti a qualche tavolo, intenti a parlare in serenità. Chissà che poi non decidano di provare qualche nuova canzone, qualche nuova interpretazione, o qualche vecchio cavallo di battaglia. Chissà che alle loro due anime musicali non si unisca un sax o una seconda chitarra. Un pianoforte o un basso. Chissà. Sono cose che capitano, in certi posti fatati...

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9 giugno 2006
STRIP 175

689

Un'altra bella serata alla Città Vecchia... ascoltando De Andrè interpretato da Angela Moscato e Cristiano Angelini... magico!

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8 giugno 2006
STRIP 174

688

Fuoco e fiamme! Fuoco e fiamme! Fuoco e fiamme!

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7 giugno 2006
STRIP 173

687

Continuo a vivere nell'ignoranza di tutto quello che succede attorno a me...

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6 giugno 2006
STRIP 172

686

...e finalmente, Satana si mostrò.

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5 giugno 2006
STRIP 171

685

Il Festival delle Periferie è finito. Evviva il Festival delle Periferie. Adesso bisogna smaltire...
...e tornare alla realtà?

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4 giugno 2006
STRIP 170

684

Apri
Esplora
Svuota cestino
Teletrasporto

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3 giugno 2006
STRIP 168

683

La resa dei conti si avvicina? Mah.

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2 giugno 2006
STRIP 169

682

Là sull'Himalaya nella fredda notte scura misteriosi riti di sacralità...

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1 giugno 2006
STRIP 167

681

Anche la versione di Morgan non è niente male...

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