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Daniele Assereto
Daniele
Assereto


 
14 Agosto 2005
MAELSTROM

...ancora un sorso. Ancora uno. Lascio che le bollicine svaniscano nell’etere dell’incoscienza e tutto scompaia su queste note che infondono gioia di vivere, e paura di soffrire. Offro tutto me stesso alla più profonda essenza di me e scopro che il nero è il colore dell’anima, è il colore dell’assenza delle vita, e il colore dell’amore stesso e più incondizionato.
Odio tutto quello che sto vedendo e allo stesso tempo imparando da ciò che mi viene incontro ogni giorno di più, con lo scorrere di una singola ora nel misero spartito del viaggio verso la passione. Ho ricordato i suoni di una vita passata e mi sono immaginato una faretra di semplice ma incondizionato metallo, da abbracciare e da allontanare, da amare e detestare, da ammirare.
Ho ritrovato la misura di tutto ciò che è risata e invidia, orgoglio e paura, applauso e timore. Ho ritrovato tutto me stesso, e mi sono spaventato dalle grida che emettevo, dalla gioia che esprimevo, dalla vita che ammiravo. Ho ritrovato la penna, e ho cominciato a scrivere. Per me. Per te. Per i Maelstrom...
...che ci hanno regalato emozioni concepite da Iron Maiden, Angra, Stratovarius, Sonata Artica, Europe, Whitesnake, e molto di più. Ci hanno regalato emozioni di una serata trascorsa tra amici, a cantare canzoni che ti toccano il cuore e ti bruciano l’anima, canzoni che ti appaiono nitide in mente non appena le senti e ti lasciano un solco profondo nella memoria non appena sfumano via. Ci hanno regalato canzoni composte da loro che non fanno altro che dimostrare che c’è sempre da guadagnare a seguire il cammino già percorso da altri, perché bisogna imparare dal passato, bisogna capire quanto detto da altri prima di riuscire a muovere i nostri primi passi. E loro, i Maelstrom, hanno dimostrato di aver imparato bene le lezioni che i maestri prima di loro hanno avuto l’onore di impartire a noi mortali. Il metallo, quello puro. Genuino. Il metallo, quello vero. Candido.
Sono saliti sul palco e hanno rovesciato un locale, il Nota bene Live di Rapallo, come se fosse un vecchio guanto sgualcito dal tempo. Hanno preso possesso del piccolo palco e hanno dimostrato tutto il loro valore dopo neanche lo spazio di una canzone, dopo neanche il tempo di finire sorseggiando una buona birra chiara. Sono saliti sul palco e hanno iniziato a far circolare la magia di una serata all’insegna di una musica che potrà anche non piacere a tutti, ma che vale la pena di essere conosciuta. Magari disprezzata. Ma comunque ascoltata. Perché quelle note, quelle melodie, quei cori urlati dal cuore di tutti i presenti, non possono non lasciare qualcosa, nel più profondo di ciascuno di noi. Non possono lasciare indifferenti. Neanche un muro, resterebbe tale.
Lasciatemi quindi tornare con la mente a quelle note, a quelle melodie, a quei cori. Lasciate che mi scorrano nella mente ancora una volta. Lasciate che finisca questa dolce bevanda a base di tastiera, voce, chitarra, basso e batteria. Lasciatemi a lei. Ancora un sorso. Ancora uno...


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