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Daniele Assereto
Daniele
Assereto


 
10 Settembre 2000
DEICIDE - INSINERATEHYMN

Per il Gatto Fenriz era un po' come tornare indietro di 10 anni, quando aveva ascoltato per la prima volta il disco omonimo dei Deicide. Ne era rimasto completamente affascinato. E ora questo nuovo "Insineratehymn" proseguiva le danze proprio come se il tempo non fosse passato, e fossimo ancora all'inizio degli anni novanta.
Brani veloci che si susseguivano senza sosta, per un totale di poco più di mezz'ora di musica, ma d'altra parte i Deicide non erano mai stati famosi per la lunghezza dei loro album ed era un bene così. Perché le mazzate che fanno più male sono proprio quelle improvvise e veloci. E così era stato di nuovo.
Le danze si aprivano con la veloce "bible basher", in cui il growl di Glen Benton dominava i superbi riffoni di chitarra sparati a mille, e si giungeva subito dopo a "forever hate you", dove l'atmosfera rallentava un poco per sfociare nel classico assolo acidissimo che tanto ci era mancato in questi anni. Doveva ammetterlo: al gatto Fenriz non erano piaciuti gli ultimi lavori "Once Upon The Cross" (datato 1995) e "Serpents Of Light" (1997), mentre non riusciva proprio a nascondere la propria felicità ascoltando questo nuovo capolavoro di death-grind.
C'erano tutte le caratteristiche che gli avevano fatto adorare i Deicide al primo ascolto: riff di chitarra e basso che si susseguivano senza sosta incalzando l'ascoltatore, voce gutturale che riusciva quasi a mantenere una sua certa melodia di sottofondo, e una macchina a pedali che falciava tutto quanto si trovasse sulla sua strada. Uscivano così brani come "remnant of a hopeless path" e "suffer again", d'una brutalità oramai quasi dimenticata. Purtroppo.
Era felice per Glen Benton, sembrava proprio che avesse ritrovato la sua strada, dopo tanti anni di esilio involontario dalle sue terre natie. E un ringraziamento particolare il Gatto Fenriz doveva rivolgerlo a Dio. Senza di lui, i Deicide non sarebbero mai esistiti.

[Commento lasciato da Filosofo interiore il 15 Luglio 2004]
"Le bugie non esistono!"

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