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Daniele Assereto
Daniele
Assereto


 
5 Aprile 2010
VOLTO LA LAMA

Tanti mi hanno posseduta, nessuno mi ha mai avuta.
Si dice che la penna ne uccida più di me, ma tuttavia vedo sempre sguardi timorosi quando qualcuno mi si avvicina, e prova a tastare con dita timorose il taglio della mia lama, perennemente affilata, senza la minima parvenza di ruggine. Taglio, eccome se taglio, e le ferite che procuro non guariscono mai da sole, e a volte nemmeno con il tempo. D'altronde, l'ho sempre sostenuto: indossare una maschera di sangue è un attimo, ma per togliersela non basta una conoscenza approfondita di Pirandello. Siete avvisati.
Molte sono le mani che hanno impugnato la mia elsa, ma molti di più sono i petti che ho trafitto negli anni. Forgiata dal destino in un dedalo di avvenimenti che potrei definire unici [e vi assicuro che non c'è vanto alcuno in queste mie parole], non mi sono mai tirata indietro nel corso delle battaglie. Ho visto arti spruzzare sangue, e colli cadere inermi con la nuda trachea a guardare le nuvole, mentre io continuavo a danzare e a legare nel rosso tutti quei cuori spavaldi che mai avrebbero creduto di essere in grado di smettere di battere. Ebbene si, signori: questa è la vita, e questa è la vostra morte. Non mi dispiace di essere stata io a privarvene, perchè eravate già cadaveri ben prima di fare la mia conoscenza. Cosa vi aspettavate, d'altronde? Non si resta giovani in eterno, ed il cammino fino al mattino non si nasconde dietro una stella lontana.
Questo, sono. Accettatelo o ignoratemi, ma non speriate che io possa ignorare voi: non è tra i vostri privilegi, non lo sarà mai. Sapete da dove arrivo, conoscete la mia forma più nuda. Non sono una penna che vi macchia d'inchiostro, sono una lama che vi sporca di sangue: è il vostro. Siete pronti a riconoscerlo, a inorridire quando il vostro pallore inizierà a competere con le chiazze nei deserti lunari? Conosco la pietà, ma come tutti i doni più grandi, anch'essa va meritata. A voi che sorridete e continuate a credere di essere immortali e immorali, lascerò in dono soltanto un matrimonio ben riuscito con l'oblio. Non mi aspetto il perdono di nessuno, perchè la colpa del vostro futuro è altrove: a me resta la conoscenza del mio passato, e la consapevolezza che una lama non ha nessun bisogno di essere salvata, a differenza delle vostre mani sporche di falsi pregiudizi e trenta denari.
Venite a me, se siete interessati a conoscere l'arte della vostra sorte. Vi aspetto.

Proud to be insane forever,
proud to be insane.


[Commento lasciato da Chiara Daino il 6 Aprile 2010, 18.12]
io porto con me il silenzio
[dell’ultima ora di vita]

Nel grazieterno
LOUD AND PROUD!

[Commento lasciato da Pazuzu il 6 Aprile 2010, 21.48]
Ora e sempre, il silenzio s'in chinerà.
A chi alza le lame.

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