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Daniele Assereto
Daniele
Assereto


 
22 Luglio 2009
RUBEN SPERA - VERTIGINE

Passata è la tempesta:
Odo augelli far festa, e la gallina,
Tornata in su la via,
Che ripete il suo verso.


Come scrisse Stephen King, a volte ritornano. Serbo ancora pessimi ricordi del demo precedente di Ruben Spera, e quando mi è capitato tra le mani il suo nuovo lavoro devo confessare di essere stato preso da un pizzico di sconforto. Di paura. E due gocce di sudore hanno iniziato a colare dalla fronte. Invece, fortunatamente, i brutti presentimenti non sono stati confermati dall'ascolto di questo Vertigine.
Due canzoni immediate, semplici e istantaneamente memorizzabili grazie alla loro appartenenza ad un pop/rock radiofonico, mi hanno decisamente sorpreso per la loro freschezza e per aver abbandonato quella dimensione forse un po' troppo dance e banale che Ruben aveva assunto in precedenza. La traccia Vertigine che sigla il titolo all'album è più lenta della successiva Xkè non mi vuoi?, ma in entrambe si delinea una matrice più energica che dona spessore e maggior grinta ai brani, che quindi non stancano al superamento del terzo minuto consecutivo. Una ballata ed un brano più veloce: ottima scelta, per un demo composto da due sole canzoni.

Ogni cor si rallegra, in ogni lato
Risorge il romorio
Torna il lavoro usato.


Okay, non è un disco perfetto, chiariamo subito. Non ci sono idee particolarmente originali, la registrazione non è delle migliori, la voce risulta perfino stentorea in qualche passaggio. Ma nonostante tutto, quando il lettore cd si ferma al termine delle due canzoni, viene voglia di farlo ripartire. I testi sono lineari ma non triti e ritriti, le composizioni non brilleranno di luce propria ma hanno il pregio di non spossare l'ascoltatore. E quindi?
E quindi un consiglio. In questo disco io vedo delle possibilità. La crescita c'è stata, in questi anni. L'unica riserva che ho, a questo punto, è sulla voce che proprio non mi convince: in più di un passaggio fatica ad arrivare alla tonalità giusta, e si capisce che si sta sforzando non poco. E se Ruben provasse ad affidare le sue canzoni a qualche interprete, o ad affiancarsi una seconda voce [magari femminile] che possa offrire quel trampolino che gli manca per spiccare il volo?

E, dalla via corrente, odi lontano
Tintinnio di sonagli; il carro stride
Del passegger che il suo cammin ripiglia.


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