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Daniele Assereto
Daniele
Assereto


 
Settembre 2011

8 settembre 2011
JACK E DANIELLE

Guardami. I miei occhi stanno fissando lontano, mentre i tuoi sono ancora fissi su quel ciottolo immobile, fermo ai tuoi piedi. È lì da chissà quanto tempo, e non ha la minima intenzione di muoversi. Come se potesse. Come se volesse.
Guardami. Ho dimenticato ogni singolo singulto che verserò domani, quando riuscirò a dimenticare e a perdonare tutte le mani tese, tutte le ore perdute. Ogni formica vorrebbe essere regina, ma nessuna regina sarà mai stata una formica. Nell'alba di un suono che deve ancora essere intonato, piego il mento e parlo. In lontananza, un bastone viene scagliato contro un cane, prima che prenda fuoco, prima che venga spento, mentre un gatto si allontana soffiando. In lontananza, una formica si stacca dal gruppo e si dirige verso un nuovo solco. In lontananza, si perde l'eco di tutte le parole pronunziate.
Guardati. E bevi un sorso, alla mia salute.

- Posso farti una domanda? Ci tengo al tuo parere e mi fido di te.
- Se ti dico di no, non la fai sul serio?
- Ovviamente.
- Ovviamente COSA?
- Ovviamente se mi dici di no, non te la faccio.
- No.
- Ok. Quando potrò fartela me lo dirai?
- Ecco, lo sapevo che mi avresti fatto UGUALMENTE una domanda.
- Frena, non ti ho fatto QUELLA domanda.
- La risposta è ancora NO.
- Ok, scusami.
- No.
- Ok... Scusa e bon.
- Sai che se invece di tutta 'sta tiritera tu avessi fatto la domanda subito, secca, avresti già una risposta?
- Ma se mi hai detto di no!
- Solo perchè tu l'hai chiesto.

- Pensi che io sia stupida?
- Penso che chi faccia un ragionamento del tipo "io sono presa da lui e lui forse meno, quindi magari vuole solo scoparmi, quindi per metterlo a suo agio gliela do e va tutto bene" non sia proprio sintomo di intelligenza superiore.

- Cosa devo fare, Jack?
- Non osare chiedermi cosa fare! Cazzi tuoi!

- Cosa devo fare, Jack?
- Non riesci a capire te stessa, come puoi pensare di riuscire a capire un altro?
- In che senso non capisco me stessa?
- Sei tu a dire che non sei convinta, e che sei terrorizzata.
- Io sono convinta di ciò che provo IO.
- Ma i ragionamenti che fai sono al limite delle commedie di Beckett!
- Cioè? Quali ragionamenti in particolare?
- NONSENSE!
- So cos'è il teatro dell'assurdo di Beckett. Chiedevo QUALI ragionamenti in particolare.
- DARGLIELA, Danielle. DARGLIELA.
- Lui ha cercato di fare un passo nella mia direzione. Verso le mie richieste, le mie idee.
- Direi che ha mosso BEN PIU' di un passo.

- Cosa devo fare, Jack?
- Io ti ho solo fatto notare un tuo ragionamento IMBARAZZANTEMENTE stupido. Adesso sono fatti tuoi.
- Stupido dimostrargli quello che provo per lui andandogli incontro?
- Diventa stupido nel momento in cui TU non sei convinta di quello che prova lui. Si. STUPIDISSIMO. Minchia in una gara di stupidità batteresti anche uno che prende la rincorsa per tirare testate alle saracinesche. Ma di parecchie lunghezze, lo batteresti!
- Ok. Ok, ho afferrato. Ok. Probabilmente mi son rovinata con le mie manine sante.
- Di santo in questo momento non hanno nemmeno più il ricordo dell'acqua con cui si sono lavate l'ultima volta in chiesa.
- Ok... Non mi aiuti a stare meglio. Comunque apprezzo l'onestà.
- Auguri.
- Grazie mille, Jack. Mi spiace solo che fino ad un'ora fa ero tanto felice e sicura, e ora mi sento uno schifo e non so cosa fare.
- Smettila di chiedere pareri a me.

- Magari sono bipolare io, eh.
- No, te sei solo scema.
- ???
- Continui a fare gli stessi errori, e poi piangi come se non fosse colpa tua. Adesso, va bene una volta, va bene due, ma alla quinta una bella botta di SCEMAZZA secondo me non solo te la sei guadagnata, ma io l'appenderei anche all'uscio di casa con orgoglio per farlo sapere a tutti i vicini!
- Ma io pensavo che comunque lui fosse interessato a me, continua a ripetermelo, a dirmi che mi vuole bene, e vuole che io sia felice.
- Sarà orgoglioso del gagliardetto che cerca di farti appendere sulla porta...

- Comunque no, non voglio farti arrabbiare.
- Ci stai riuscendo.
- E mi spiace.
- Pensa a me...

- Grazie per le parole.
- Buoni ragionamenti.
- Grazie... Ma c'è poco da ragionare.
- Convinta te. Auguri allora.
- Non mi sono spiegata.
- No, non hai capito quello che ho detto.
- C'è poco da ragionare perchè mi sa che ho voluto metter la testa sotto la sabbia tipo struzzo.
- C'hai TANTO da ragionare invece, e non solo sull'immediato... Ma anche sul perchè fai sempre gli stessi errori, sul perchè alcuni ragionamenti sembra che ti siano usciti dalla galleria del Monte Bianco, sul perchè quel gagliardetto se non lo attacchi tu vengo io e te lo inchiodo PERSONALMENTE ad ogni parete del palazzo, sul perchè fai sempre la parte della vittima alla fine di tutto. Sul serio sei convinta di conoscerti? Buoni ragionamenti.
- Io so solo che gli voglio bene, e sto facendo tutto quello che posso per farglielo capire e per fare in modo che lui sia felice. Punto. Di più non so.
- È l'unica cosa di cui non me ne frega niente, e che non c'entra un cazzo.

- Che cazzo devo dire, Jack? Io so che gli voglio bene, e sto andando contro ad alcune mie idee per farglielo capire.
- Hai mai pensato, anche solo per una frazione di secondo soltanto, che non bisogna andare sempre incontro alle persone? E non solo per te, ma anche per lui. Più corri incontro alle persone, più rischi di fare male a te e a lui. Immagina di essere due ricci: cazzo, perchè continui a correre? Non ti fa male piantarti quegli aculei nella carne? E sappi che, anche se magari non sembra, gli aculei finiscono anche nella carne altrui. E con questa metafora, saluto e smetto di parlare, che di più non saprei che dire. BUONI. RAGIONAMENTI.
- Ti ringrazio. Ho capito la metafora. (Non ho capito il "perchè corri?")
- Hai tanta fretta di andare a piantare i tuoi aculei e sentire quelli altrui? Perchè magari non provi ad avvicinarti piano piano, con l'esperienza delle ferite precedenti, per capire come fare a stare vicino ad un altro riccio senza ferirvi? [Avevi capito STOCAZZO della metafora.]
- ...
- Non me ne frega un cazzo che mi ringrazi o mi dici che hai capito. Poi mi dimostri che non hai capito affatto, e quindi pensa come mi sento io. Mi incazzo. Sempre più. Perchè o non ascolti quello che dico, o mi dai ragione senza pensare. No, sul serio, è stimolante parlare con te: penso che potrei rinunciarci e trovare un degno sostituto in un comodino che traballa in camera.

- Comunque... C'è sempre il tuo regalo sotto il mio albero di Natale... Quand'è che vieni un po' a prenderlo?
- A Natale?
- Frena: io parlo del regalo dello scorso Natale. Non vorrai farmi tenere l'albero in loop per altri 11 mesi, vero?!?
- No? Dici?
- Dico di no, eh.
- SCOMMETTIAMO?
- Vorrei solo che venissi (se ti fa piacere)... Altrimenti amen, te lo porterò al Pub.
- L'albero?
- No, il regalo.
- Oh. Allora no. O tutto o niente, eh.
- Ok, porto anche l'albero al Pub, se vuoi.
- No. Non voglio.

- T'odio. Tu sei cattivo con me.
- Non essere così egocentrica.
- So che sei cattivo anche con altri, ma me ne frego.
- Lo so che te ne freghi, sei egocentrica.
- Bah. Sei giudicoso, e prevenuto. Non sono egocentrica.
- E bugiarda.
- Insultone.
- La verità è uno schiaffo che non ti aspetti.
- Sei ingiustamente cattivo, con me.
- La giustizia è uguale per tutti, mio caro animale orwelliano...
- Pure dell'animale, mi dai?
- Le metafore sono nella parte del dizionario che devi ancora acquistare?
- Non l'ho capita.
- Non mi dici niente di nuovo...
- Se volevi sentire qualcosa di nuovo potevi chiederlo.
- Avrei potuto, si.
- E non correggermi indirettamente la grammatica.
- Okay, cercherò di essere più esplicito, d'ora in poi.
- Antipatico, e criticone, e prevenuto.
- Prevenuto? Ma quindi la lettera M l'hai saltata.
- Antipatico, metaforico, criticone e prevenuto. Ecco.
- Quindi?
- Quindi niente.
- Chiaro.
- Bene. Però sei antipatico, e mi tratti sempre male. Ecco. Tutto qua.
- No, non sempre: la notte dormo.

Guardami. I miei occhi stanno fissando lontano.

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5 settembre 2011
MI PICCHIANO

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Melina Riccio si scaglia contro Federico Moccia. Ed ecco che il sentimento di Rivolta e Ribellione porta i suoi primi frutti/risultati. E che risultati...

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1 settembre 2011
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