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Daniele Assereto
Daniele
Assereto


 
Giugno 2003

15 giugno 2003
UN PESO...

Prendi una rosa appena sbocciata. Chiedile di che colore sia la vita, l'universo, e tutto il resto. Chiedile il significato del vento tra i pioppi in una serata primaverile. Chiedile di spiegarti perchè Newton colse la prima mela e da essa ne ricavò una legge che cambiò il mondo intero. Chiedile il colore degli occhi di Dio dopo aver creato l'uomo e la donna.
Oggi è finalmente caduta la prima pioggia dopo giorni di caldo soffocante. Quel caldo soffocante che ha il potere di far delirare, impazzire, o magari solo venir sete. Chiuso nella mia stanza, a studiare come un matto per l'ennesimo (ma forse ultimo) esame, anche se c'è chi sostiene che gli esami non finiscono mai, mai come in questi giorni ho patito la Primavera. Quando mi soffermo a pensare che siamo ancora agli inizi di Giugno, mi viene voglia di cacciare quattro cose in uno zaino e scappare sulla cima più alta che mi si pari davanti... o, altrettanto velocemente, cacciare quattro cose sempre nello stesso zaino e correre verso il mare più vicino, quello stesso mare che quest'anno non ho ancora visto se non da un vagone di un treno (e infatti sono più bianco dell'omino bianco... che poi invece è nero... allora facciamo che sono più bianco della maglietta bianca dell'omino bianco che invece è nero...).
È col caldo di questi giorni che ho capito perchè Newton colse la prima mela (come anche Branduardi cantava, al ritorno dalla Fiera dell'Est): per dissetarsi. All'epoca non c'erano ancora i Cornetti Algida, si sa, attorno ai quali oggi gravitano interessi sicuramente maggiori di qualche piccolo pianeta... quindi il caro Isaac ha dovuto accontentarsi di quello che aveva a disposizione, e chissà che non ci si possa vedere qualche parallelo con la storia di Adamo ed Eva... forse Newton stava cercando di vedere il colore degli occhi di Dio, anche lui (come noi oggi) attanagliato dal caldo opprimente di quegli anni.
L'unica cosa che so, dopo tutto questo vaneggiare, e che fa caldo. E so anche che, vista l'ora, anche se non ne conosco il significato, andrò a prendermi un po' di vento tra i pioppi che ci sono qua dietro.
Alla prossima.

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10 giugno 2003
L'AFA FA MALE!

Vi è mai capitata una giornata di quelle in cui ti alzi e sembra che tutto ti vada storto? Arrivi in stazione e il treno ti parte davanti agli occhi, giungi in Provincia e scopri che dovrai stare tutto il giorno al sole dietro una vetrata immensa con un condizionatore che ti spara aria gelata contro il collo (un po' come mangiare un brodo bollente con un getto d'acqua fredda nella schiena, insomma...), cerchi per tutto il giorno una Pepsi Twist e trovi solo Coca Cola Light. Cosa potresti volere di più? Una giornata tranquilla, in fin dei conti. O un Tucano, se ti accontenti e ti piacciono i pappagalli.
In sintesi: non vi preoccupate se in questo momento vi sentite incasinati per gli esami... è così per tutti. Pensate, se volete, che c'è qualcuno che si sta facendo anche una doccia gelata mangiando brodo caldo...
Domani mi aspetta un'altra giornata da incubo ma, se lassù qualcuno mi vuole bene, da giovedì la vita dovrebbe rientrare nei cardini giusti e la mia preoccupazione si ri-sposterà sull'esame di turno.

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10 giugno 2003
LAUREA DI PATTO

Le sentite queste voci? Si, sono proprio loro, i vostri amici invisibili ma tangibili che vi sono sempre di fianco, quei vostri amici che vi parlano anche quando voi non ascoltate, gli stessi amici che hanno ragione anche nel torto, quegli amici che sono dentro di voi anche se non sapete di averli. C'è chi li chiama amici invisibili, chi angeli custodi, chi omini verdi. Io, in effetti, mi limito a chiamarli "amici di Patto".
E se state a sentire bene, aguzzate bene le orecchie, rizzate le antenne e vi sintonizzate per bene, li sentirete dirvi che in data 19 giugno 2003 Fabrizio Pattoneri si laurea. Volete unirvi a loro? A noi? Siete quindi di fronte ad un bivio: o [1] andate a comprarvi la vostra camicia bianca con le maniche lunghe lunghe, o [2] provate a portare i classici 3 euro grillotti a Daniele Assereto (Pazuzu, login 1996s012), che organizzerà il classico regalo con tutti i classici omini verdi (ops! angeli! volevo dire angeli!) in onore di Patto. Classico.
Che aspettate quindi a fare la vostra scelta?
Maniche lunghe per braccine corte o maniche corte per braccine lunghe?

[Sapete cosa fanno due SMID al pub? Alzano la media...]

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5 giugno 2003
PENSIERO

Puntate un soldo sui miei pensieri e saprete che cosa vuol dire non sapere niente. Se da una parte sono convinto, con tutto il mio cuore, che oramai mi innamoro di tutte le mie amiche, dall’altra mi sto chiedendo perché. Perché continuare a farmi del male, perché continuare a far del male non solo a me stesso, ma a tutti quelli che mi sono vicini e che devono sopportarmi per quello che sono.
È a questo punto che cade il fulmine a ciel sereno, quel fulmine che arriva sempre quando non te lo aspetti e cambia completamente la tua vita. Le scelte non sempre devi essere tu a farle. A volte sono gli altri a scegliere te. Per quello che sei, per quello che dimostri di essere, per quello che pensano che tu sia. E a questo famigerato punto sta solo a te cercare di non deludere quelle aspettative.
Puntate un soldo sui miei pensieri e perderete. Che senso potrebbe avere amare un’amica quando questa è solo un’amica? Che senso potrebbe avere cogliere un fiore che è già nelle mani di qualcun altro? Che senso potrebbe mai avere un soffio d’aria in una galleria del vento? Per qualcuno niente. Ma per qualcuno, questo soffio d’aria potrebbe rappresentare il mondo, quel mondo che spesso si dischiude soltanto davanti agli occhi di chi non vede altro che quello che gli si pone davanti, e per questo ha paura di compiere passi che lo potrebbero portare a lidi a lui sconosciuti. Date un punto d’appoggio a questa persona, e potrà sollevare il mondo. O, almeno, il suo mondo, quello che si è costruito e che non vuole cedere a costo di grandi sacrifici.
In questi giorni ho scoperto di avere, per il mio mondo, un punto d’appoggio che non mi sarei mai aspettato di avere. Ho scoperto che i fulmini a ciel sereno ogni tanto cadono sul serio, e non soltanto sugli altri, ma anche sopra noi alberi solitari che non chiedevamo niente se non stare così come eravamo. In pace con noi stessi. Convinti di stare bene, quando invece soffrivamo in silenzio.
Puntate un soldo sui miei pensieri e vincerete. Vi farò vincere. E questo perché, in questo momento, ho capito che l’amore per l’amicizia non basta per affrontare un nuovo giorno, ho capito che l’amore per l’amicizia è stupendo ma è sempre e solo amicizia, ho capito che l’amore non è amicizia e l’amicizia non deve sempre e per forza portare all’amore. Ho capito che se qualcuno scommette su di te, un motivo in fondo ci deve pur essere. Magari non sarà un buon motivo. Ma magari varrà la pena battersi per esso.

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