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Daniele Assereto
Daniele
Assereto


 
Ottobre 2009

14 ottobre 2009
SHEEP TALES #5

1491

Prosit.
E fine delle pecore.
Per ora.

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13 ottobre 2009
OLDIES #5

1490

Adoro i baffi disegnati.

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12 ottobre 2009
ORSETTO DEL CUORE

1489

Nego tutto. Soprattutto l'evidenza.

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11 ottobre 2009
CAMERA MUTA

Per questo e quel male, sono solo.

A volte mi sembra ancora di sentire, sul volto, il fresco vento della terra dove sono nato e cresciuto. Un'aria pungente ma delicata, un'aria a cui non posso non associare tutti quei bei ricordi che mi riportano a te. Quella sera: eri bellissima, vestita soltanto con la tua camicia da notte. Ricordo ancora ogni singolo passo scendendo quella scala, la nostra scala. Riesco a ricordare ogni notte di quel periodo, e ogni notte che riporto alla memoria è come un'oasi di pace di una vita che oramai non mi appartiene più. Adesso, la mia casa è questa camera muta.

Quanto tempo è passato da quei giorni, quanto tempo sono stato via, non riesco proprio a ricordarlo. Innumerevoli inverni hanno ceduto il posto alla fresca erba che cresce rigogliosa nel nostro prato davanti a casa, quel prato di cui riesco ancora a percepire l'odore di ogni singolo stelo d'erba, se avvicino lentamente le mani al naso. Posso anche prendere in mano una delle tante foto che mi hai inviato, e lasciare che il mio sguardo si soffermi su questo o su quel particolare. Le ho attaccate tutte alla parete, in questa che è la mia camera muta.

Un giorno, qualcuno ha deciso che io dovessi finire qui dentro. Qualcuno ha guardato la mia vita e ha tirato le somme prima ancora che io potessi capire il verso del mio ultimo decennio passato. Da allora, da quel fatidico giorno, questa è la mia nuova casa, questo è il posto dove vengo trattenuto, dove non posso farmi del male. Dove pensano che io sia al sicuro, soltanto perchè non riuscirò più a far sanguinare inutilmente i miei polsi. Illusi. Esistono tanti modi. Ci sono infinite maniere. Non ne capisco veramente il motivo, ma so quanto sia affascinante il vuoto futuro che non vedo davanti a me. E questa camera muta, questa stanza silenziosa perennemente sterilizzata e dalle pareti bianche, questa sala silente che è tanto grande e che eppure sembra mi si stringa addosso come una tomba fresca, ha una sua luce tutta particolare, che non posso fare a meno di continuare a fissare. E' lassù. Mi guarda, mi osserva, mi giudica. Non riesco a raggiungerla.

Mi hanno dato forchette e cucchiai di plastica, per impedire di lasciarmi in mano qualcosa di tagliente. Mi hanno tolto perfino i lacci dalle scarpe: devono aver saputo in qualche modo quello che ho cercato di fare, quell'altra volta. Sono scaltri, debbo ammetterlo. Parecchio. Ma non credo che sappiano tutto quello che ho fatto al di fuori di questa camera muta. No, non credo proprio. Questo posto è così tranquillo, così pacato, che la sua serenità non mi pare nemmeno nuova: è come se vi fossi abituato fin dalla nascita, e nonostante quest'atmosfera ossessiva che continuo a respirare, so che è la mia casa. La mia casa, lontano da casa. Ma quale casa? E' allo stesso tempo l'alba e il tramonto della mia esistenza, un sogno effimero divenuto realtà per la volontà di qualcuno che nemmeno conosco. A questa camera muta ho confidato i miei più intimi segreti, come se fosse un amico, un confidente, come se fosse la mia anima gemella. Le ho raccontato la mia vita, e credo che oramai mi conosca molto più di lei. E' troppo tardi.

Un giorno, qualcuno ha deciso che io dovessi finire qui dentro. Sanno che possono trattenermi, e lo faranno. E lo fanno. Qui, non posso farmi del male. Non posso farmi del male, in questa camera muta. Non posso, non riesco più a far sanguinare questi maledetti polsi. Eppure vorrei.

Un materanno sul pavimento. Nessuna maniglia sulla porta. Non ho veramente bisogno di altro, qui: a parte me stesso.

Per quello che vale, sono solo.

[Liberamente ispirato da "The quiet room", di Alice Cooper]

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11 ottobre 2009
OLDIES #4

1488

Ah, il Marinetti.

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10 ottobre 2009
SHEEP TALES #4

1487

Lo disse Foscolo, lo ribadiamo...

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9 ottobre 2009
OLDIES #3

1486

Ecco la vera vertigine di Hitchcock [sul cortile].

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8 ottobre 2009
BOCCA DI ROSA

1485

Per l'amore sacro ci stiamo attrezzando...

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7 ottobre 2009
OLDIES #2

1484

Per chi sente la mancanza della "mongolfiera"...

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6 ottobre 2009
SHEEP TALES #3

1483

Le pecore vestono Gucci. Non Prada. Gucci.

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5 ottobre 2009
MR. MOUSTACHE

1482

Okay, ho sempre avuto un debole anche per Sarah Michelle Gellar. E per il nome del telefilm che l'ha portata al successo. E per i giochi di parole che vi si son sempre prestati.
Okay, ho tanti problemi. Non ricordatemeli tutti insieme, però.

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4 ottobre 2009
LA BELLA ADDORMENTATA?

1481

Ecco, la parte della maledizione iniziale mi ha sempre inquietato non poco. Sul serio.

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3 ottobre 2009
OLDIES #1

1480

Ho sempre avuto un debole per Audrey Hepburn. Repetita iuvant.

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2 ottobre 2009
SHEEP TALES #2

1479

Per me si va ne la città dolente...

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1 ottobre 2009
VALHALLA

1478

Black clouds on the horizon
Great thunder and burning rain
His chariot pounding,
I heard the heavens scream his name

I watched as he shouted
To the giants that died that day
He hehd up his hammer high
And called to odin for a sign

Thor the mighty, Thor the brave...

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